Ciao a tutti, amici del web! Scommetto che anche voi, come me, passate una buona fetta della giornata a scrollare il feed di X (il social che una volta chiamavamo Twitter). Tra un meme, una notizia dell'ultima ora e il commento del nostro influencer preferito, pensiamo di avere un'idea abbastanza chiara di chi sta dall'altra parte dello schermo. E se vi dicessi che le cose sono molto, ma molto più complicate di così?
Tenetevi forte, perché la piattaforma di Elon Musk ha appena sganciato una bomba, quasi per caso. Con l'introduzione di una nuova funzione pensata per la trasparenza, denominata "Informazioni su questo account", è venuto a galla un dettaglio a dir poco scottante: alcuni dei più grandi e rumorosi sostenitori del movimento americano di destra MAGA ("Make America Great Again") non sono affatto "patrioti americani" che scrivono dal loro salotto in Texas o in Florida. No, a quanto pare, i loro messaggi partono da luoghi come la Nigeria, la Russia, l'India e persino il Bangladesh.
Cosa Diavolo è la Funzione "Informazioni su questo account"?
Prima di tuffarci nello scandalo, facciamo un passo indietro. Di cosa stiamo parlando esattamente? X ha iniziato a implementare a livello globale una nuova sezione nei profili utente. Cliccando sulla data di iscrizione di un account, ora è possibile visualizzare una serie di dati aggiuntivi, tra cui:
- Il paese da cui l'account si connette abitualmente.
- Il luogo in cui il profilo è stato originariamente creato.
- La cronologia delle modifiche al nome utente.
- Il metodo di connessione (se da app o da web).
L'obiettivo, stando a quanto dichiarato da Nikita Bier, responsabile del prodotto di X, è nobile: "Quando leggi contenuti su X, dovresti essere in grado di verificarne l'autenticità. È fondamentale per avere un'idea precisa delle questioni importanti che accadono nel mondo". Insomma, un tentativo di dare agli utenti gli strumenti per smascherare fake news e profili ingannevoli. Un'idea simile a quella già adottata da tempo su Facebook e Instagram, che permettono di avere maggiori dettagli sulle pagine e sui profili più grandi.
La Scoperta che ha Sconvolto il Web
L'intenzione era buona, ma i risultati sono stati a dir poco esplosivi. Il sito di news americano Daily Beast ha deciso di usare questo nuovo strumento per indagare su decine di account molto popolari che supportano con fervore il movimento MAGA. E qui è arrivata la sorpresa.
Uno degli esempi più eclatanti è l'account IvankaNews, un profilo fan dedicato a Ivanka Trump con la bellezza di oltre 1 milione di follower. Ebbene, secondo la nuova funzione di X, questo account non si connette dagli Stati Uniti, ma dalla Nigeria. Avete letto bene. Un account che influenza il dibattito politico americano con un seguito enorme è gestito, a quanto pare, dall'altra parte dell'oceano.
Ma non è un caso isolato. L'indagine ha rivelato un vero e proprio schema:
- L'account MAGA NATION (con oltre 400.000 follower) risulta localizzato nell'Europa dell'Est.
- Un profilo chiamato "America First" (con 67.000 follower) posta dal Bangladesh.
- L'account Dark Maga (15.000 follower) è stato rintracciato in Thailandia.
- Altri profili simili sono stati individuati in Russia, India e Marocco.
La cosa interessante è che questo fenomeno non sembra riguardare solo una parte politica. Secondo alcune ricerche, anche un account che si presentava come "fiero Democratico" e oppositore del movimento MAGA è risultato essere gestito dal Kenya.
Ma è Tutta Colpa delle VPN?
A questo punto, la domanda sorge spontanea: come è possibile? La prima risposta che viene in mente è l'uso di una VPN (Virtual Private Network), un software che permette di mascherare la propria posizione geografica, facendo credere a un sito o a un'app di essere connessi da un'altra parte del mondo.
Tuttavia, la stessa X, tramite il portale Engadget, ha specificato che in caso di utilizzo di una VPN, la piattaforma dovrebbe mostrare un avviso specifico, qualcosa del tipo "la posizione potrebbe non essere accurata". Questo avviso non sempre è apparso, lasciando intendere che in molti casi la localizzazione potrebbe essere quella reale.
Certo, gli esperti avvertono che gli "attori malintenzionati si adatteranno presto", imparando ad aggirare anche questa nuova misura di trasparenza. Ma per ora, il vaso di Pandora è stato aperto.
Perché è Importante? Le Implicazioni sulla Democrazia
Potreste pensare: "E quindi? Che importa da dove scrivono?". Importa, e parecchio. Questi account non si limitano a condividere opinioni. Spesso diffondono notizie, plasmano il dibattito pubblico e alimentano le tensioni culturali e politiche. Sapere che a farlo non sono cittadini americani che esprimono liberamente il loro pensiero, ma potenziali operatori stranieri, cambia completamente la prospettiva.
Ci sono soldi da fare alimentando le divisioni sui social network, e non è un segreto che attori statali e gruppi organizzati abbiano usato in passato queste tattiche per influenzare elezioni e destabilizzare il dibattito democratico. Questa nuova funzione di X, pur con i suoi limiti, ci offre uno scorcio su quanto sia complessa e, a volte, ingannevole la "piazza globale" digitale in cui viviamo.
Conclusione: Un Passo Verso la Trasparenza, Ma la Strada è Lunga
Dal mio punto di vista, questa mossa di X è un'arma a doppio taglio. Da un lato, è un passo avanti fondamentale verso la trasparenza. Finalmente abbiamo uno strumento in più per valutare criticamente le fonti e chiederci chi c'è davvero dietro a un account che cerca di influenzare la nostra opinione. È un invito a essere più scettici, a verificare e a non prendere per oro colato tutto ciò che leggiamo online.
Dall'altro, però, questa vicenda dimostra quanto sia fragile l'ecosistema dell'informazione digitale e quanto sia facile manipolarlo. La scoperta che account con milioni di follower, capaci di orientare le conversazioni su temi delicatissimi, possano essere gestiti dall'altra parte del mondo è a dir poco inquietante. Ci ricorda che la battaglia contro la disinformazione è tutt'altro che vinta e che la responsabilità, alla fine, ricade anche su di noi, utenti della rete. Dobbiamo imparare a usare questi strumenti, a dubitare e a pretendere sempre più chiarezza. La democrazia, anche quella digitale, dipende da questo.
