Amici del web, tenetevi forte perché c'è una novità importante che arriva direttamente da Bruxelles e riguarda una delle app che usiamo di più ogni giorno: WhatsApp. No, tranquilli, nessuno spierà le vostre chat con gli amici o i gruppi di famiglia. La questione è un po' più complessa e, a dirla tutta, anche piuttosto interessante per chi ha a cuore un web più sicuro e trasparente.
La Commissione Europea ha confermato che i Canali di WhatsApp, la funzione che permette a brand, creator e organizzazioni di inviare messaggi a un pubblico vastissimo, verranno presto designati come "Very Large Online Platform" (VLOP). Che parolona, vero? In pratica, significa che questa specifica funzione dell'app di messaggistica di Meta entrerà a far parte di un club esclusivo (e molto controllato) insieme a giganti come Facebook, Instagram e TikTok.
Ma cosa significa esattamente "VLOP" e perché ora tocca a WhatsApp?
Tutto ruota attorno a una legge europea importantissima di cui sentiremo parlare sempre più spesso: il Digital Services Act (DSA). Questa normativa ha un obiettivo semplice ma ambizioso: rendere lo spazio digitale più sicuro per tutti, stabilendo regole chiare per le piattaforme online. Il principio di base è: ciò che è illegale offline, deve esserlo anche online.
Il DSA prevede obblighi diversi a seconda delle dimensioni e dell'impatto di una piattaforma. Per quelle considerate "molto grandi", ovvero con più di 45 milioni di utenti attivi mensili nell'Unione Europea, scattano le regole più severe. E qui casca l'asino, o meglio, WhatsApp. A febbraio dello scorso anno, la stessa Meta ha comunicato che i Canali WhatsApp avevano raggiunto una media di circa 46,8 milioni di utenti mensili nell'UE, superando di slancio la soglia fatidica. Dati più recenti parlano addirittura di una crescita fino a 51,7 milioni di utenti.
Cosa cambia (e cosa non cambia) per noi utenti?
La prima cosa da chiarire, e la più importante, è che le vostre chat private e le chiamate rimangono esattamente come sono: private e protette dalla crittografia end-to-end. Il Digital Services Act non si applica ai servizi di messaggistica privata. La lente d'ingrandimento dell'UE è puntata esclusivamente sui Canali, perché la loro natura è molto diversa.
Un Canale WhatsApp, infatti, non è una conversazione privata, ma uno strumento di broadcasting, una comunicazione uno-a-molti. In questo, assomiglia molto più a una pagina Facebook o a un profilo Instagram che a una chat tra amici. È proprio questa natura "pubblica" che ha fatto scattare l'allarme a Bruxelles, per i rischi legati alla possibile diffusione di contenuti illegali, disinformazione o prodotti contraffatti.
Con la nuova designazione, Meta dovrà quindi rispettare una serie di obblighi specifici per i Canali WhatsApp:
- Maggiore trasparenza: Dovranno essere più chiari su come funzionano gli algoritmi (se ce ne sono) e sulla moderazione dei contenuti.
- Valutazione dei rischi: Meta sarà obbligata a valutare e mitigare i rischi sistemici derivanti dall'uso dei Canali, come la diffusione di fake news o di discorsi d'odio.
- Moderazione dei contenuti: Sarà necessario implementare sistemi efficaci per permettere agli utenti di segnalare contenuti illegali e per rimuoverli tempestivamente.
- Audit indipendenti: La piattaforma dovrà sottoporsi a controlli annuali da parte di enti terzi per verificare il rispetto delle norme.
In caso di mancato rispetto di queste regole, le sanzioni possono essere molto salate, arrivando fino al 6% del fatturato annuo globale dell'azienda.
Un passo inevitabile per un gigante del web
La decisione della Commissione Europea non arriva come un fulmine a ciel sereno. Da quando i Canali sono stati introdotti, era prevedibile che, raggiungendo una certa massa critica di utenti, sarebbero finiti nel radar del DSA. Per anni, WhatsApp ha beneficiato di una sorta di "zona franca" regolamentare proprio per la sua natura di servizio di comunicazione privata. Ora che una sua funzione assume le caratteristiche di un vero e proprio social network, è giusto che sia soggetta a responsabilità simili.
Questo non significa che l'app diventerà meno utile o sicura per noi. Anzi, per chi utilizza i Canali per informarsi o seguire i propri interessi, queste nuove regole potrebbero tradursi in un ambiente più controllato e affidabile, con meno rischi di incappare in truffe o notizie false.
Conclusione: Il mio punto di vista
Personalmente, credo che questa sia una notizia positiva. Viviamo in un'era in cui le piattaforme digitali hanno un potere e un'influenza enormi sulla società e sull'opinione pubblica. È fondamentale che questo potere sia accompagnato da un'adeguata assunzione di responsabilità . Il Digital Services Act rappresenta un tentativo pionieristico e necessario di mettere ordine nella "giungla" del web, proteggendo i diritti fondamentali dei cittadini senza soffocare l'innovazione. La designazione dei Canali WhatsApp come VLOP è semplicemente l'applicazione coerente di questo principio: quando uno strumento permette di parlare a milioni di persone, non può più essere considerato un affare privato, ma diventa una questione di interesse pubblico. Sarà interessante vedere come Meta si adeguerà a queste nuove sfide, ma una cosa è certa: l'era del "selvaggio West" digitale sta lentamente, ma inesorabilmente, volgendo al termine.
