Il Futuro è sul nostro naso: la battaglia per gli occhiali intelligenti si infiamma
Amici lettori, tenetevi forte perché il futuro che abbiamo visto in tanti film di fantascienza sta bussando prepotentemente alla porta. Parliamo degli smart glasses, gli occhiali intelligenti, un settore che fino a ieri sembrava una nicchia per appassionati di tecnologia e che oggi è diventato un vero e proprio campo di battaglia per i colossi del tech mondiale. La notizia del giorno, che sta facendo tremare i polsi agli investitori, è che la competizione si sta allargando a macchia d'olio, e il leader indiscusso del settore, il gigante italo-francese EssilorLuxottica, sta sentendo il fiato sul collo.
Il titolo in Borsa ha subito qualche scossone, scendendo a Parigi e toccando i minimi da novembre 2024. Ma perché tutta questa agitazione? Semplice: dopo Apple e Meta, anche altri giocatori pesantissimi stanno per fare la loro mossa. E non sono nomi da poco.
I nuovi sfidanti: Alibaba e Google/Warby Parker all'attacco
La vera scossa è arrivata dall'Asia. Il colosso cinese dell'e-commerce Alibaba ha infatti annunciato il lancio dei suoi occhiali con intelligenza artificiale, i Quark AI Glasses S1. Presentati al Mobile World Congress di Barcellona, questi dispositivi promettono di integrare l'assistente vocale proprietario Qwen e di offrire un'esperienza utente profondamente connessa con l'enorme ecosistema di servizi di Alibaba, da Alipay a Taobao. L'obiettivo è chiaro: non solo un gadget, ma un vero e proprio assistente AI da indossare.
Ma non è tutto. Dagli Stati Uniti arriva un'altra alleanza strategica che promette di fare faville. L'azienda di occhiali Warby Parker ha stretto un accordo con nientemeno che Google per lanciare una propria linea di occhiali intelligenti nel corso del 2026. Questa partnership è particolarmente interessante perché unisce il design e l'appeal di un marchio di occhialeria amato dal pubblico con la potenza tecnologica di Google, in particolare con l'intelligenza artificiale di Gemini e la piattaforma Android XR. Si parla di due modelli: uno più leggero focalizzato sull'assistenza AI senza schermo e un altro con un display integrato nella lente per visualizzare informazioni come le indicazioni stradali o le traduzioni.
La reazione di EssilorLuxottica: "Benvenuta concorrenza, ma..."
Di fronte a questo scenario, cosa fa il re del mercato? EssilorLuxottica, che per prima ha creduto in questo settore stringendo una partnership strategica con Meta (che è anche entrata nel suo azionariato) per creare i popolari Ray-Ban Meta, non sembra affatto spaventata. Anzi, accoglie la sfida con una certa sicurezza.
Francesco Milleri, Presidente e Amministratore Delegato del gruppo, ha messo le cose in chiaro durante una recente conference call con gli analisti: "Da parte nostra è benvenuta la concorrenza nel settore". La sua fiducia si basa su un asso nella manica che, a suo dire, è quasi impossibile da replicare: la piattaforma distributiva. "Pensiamo sia impossibile replicare la nostra piattaforma di distribuzione, e non solo, nel medio periodo. Ed è molto difficile anche nel lungo periodo", ha aggiunto Milleri.
Ed è difficile dargli torto. EssilorLuxottica non è solo un'azienda tecnologica, ma un colosso che controlla marchi iconici (da Ray-Ban a Oakley, passando per Persol e decine di licenze di lusso), una rete di migliaia di negozi in tutto il mondo e una filiera produttiva integrata. In parole povere, sa come creare occhiali che la gente vuole indossare e sa come venderli. Un vantaggio non da poco.
Una guerra su due fronti: stile contro ecosistema
La vera partita, però, si giocherà su due livelli. Da una parte, l'estetica e l'integrazione con la moda, campo in cui EssilorLuxottica è maestra. Milleri stesso ha sottolineato come in passato l'errore sia stato pensare che la gente avrebbe comprato la tecnologia a prescindere dalla bellezza dell'oggetto. Oggi, grazie a brand iconici, questo ostacolo è superato.
Dall'altra parte, c'è la potenza dell'ecosistema software e dell'intelligenza artificiale. Qui, giganti come Google e Alibaba hanno un vantaggio potenziale enorme. La capacità di integrare gli occhiali con mappe, assistenti vocali evoluti, servizi di pagamento e piattaforme social sarà fondamentale per decretare il vincitore. La scommessa di EssilorLuxottica e Meta è che i loro occhiali diventeranno il "nuovo smartphone", un dispositivo centrale nella vita delle persone.
Il mercato, secondo le stime, è destinato a una crescita esplosiva, con previsioni che parlano di decine di milioni di unità vendute entro i prossimi anni. La corsa all'oro digitale è appena iniziata e la competizione non farà che accelerare l'innovazione, a tutto vantaggio di noi consumatori.
Conclusione: il mio punto di vista
Personalmente, credo che la fiducia di Francesco Milleri sia ben riposta, ma solo in parte. L'importanza della rete distributiva e del design è innegabile: nessuno vuole andare in giro con un aggeggio tecnologico ingombrante e brutto sul viso. EssilorLuxottica ha risolto questo problema magistralmente. Tuttavia, sottovalutare la capacità di Google, Alibaba e Apple di creare esperienze utente fluide e integrate nei loro ecosistemi sarebbe un errore strategico. La battaglia non sarà solo su chi produce gli occhiali più belli, ma su chi offrirà l'assistente più intelligente, le app più utili e l'interazione più naturale. La forza di EssilorLuxottica è l'hardware e la distribuzione; la forza dei giganti tech è il software e i servizi. Chi riuscirà a unire al meglio questi due mondi, vincerà la guerra per il nostro sguardo sul futuro.
