Superare un capolavoro? Missione (quasi) impossibile
Partiamo da un presupposto fondamentale: realizzare il seguito di un gioco come The Legend of Zelda: Breath of the Wild, che ha letteralmente riscritto le regole degli open-world, era un'impresa titanica. L'attesa per The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom era carica di aspettative altissime e di un grande quesito: come si può migliorare la perfezione? Nintendo, con la sua solita magia, non solo ha risposto alla domanda, ma ha rilanciato, consegnandoci un'opera ancora più vasta, complessa e, soprattutto, libera.
Prima di addentrarci nei meandri di Hyrule, una nota sulla "Nintendo Switch 2 Edition" menzionata nel prodotto. Al momento, il gioco è disponibile per la famiglia di console Nintendo Switch. Tuttavia, l'industria è in fermento e si parla già di versioni migliorate per una futura console più potente, che potrebbero offrire risoluzione e frame rate superiori, risolvendo alcune delle limitazioni tecniche dell'hardware attuale. Questa recensione si basa sulla versione attualmente giocabile, ma terremo un occhio puntato al futuro!
Una Hyrule che non ti aspetti: Cielo, Superficie e Profondità
Se pensate di conoscere la Hyrule di Breath of the Wild a menadito, preparatevi a rimanere a bocca aperta. Il cataclisma che dà il via alla nuova avventura ha stravolto la mappa di gioco in modi inimmaginabili. L'esplorazione non è più solo orizzontale, ma si sviluppa su tre livelli distinti e interconnessi.
- Le Isole Celesti: Arcipelaghi fluttuanti che punteggiano il cielo, introducendo una verticalità mozzafiato. Raggiungerle, esplorarle e lanciarsi da esse con il paravela offre un senso di libertà e meraviglia costanti. Sono il luogo dove si scoprono i segreti degli antichi Zonau e si mettono alla prova le nuove abilità di Link.
- La Superficie: La cara, vecchia Hyrule è cambiata. Nuovi insediamenti sono sorti, vecchi luoghi sono stati alterati e, soprattutto, il sottosuolo ha fatto capolino in superficie attraverso voragini e caverne misteriose, tutte da esplorare.
- Il Sottosuolo (o Profondità): La vera, grande sorpresa. Un'intera mappa speculare alla superficie, avvolta nell'oscurità più totale e pervasa da una sostanza nociva chiamata "gloom". Esplorare le Profondità è un'esperienza tesa, quasi survival, che premia i giocatori più coraggiosi con risorse uniche e segreti ancestrali.
La vera rivoluzione: i nuovi poteri di Link
Il cuore pulsante del gameplay di Tears of the Kingdom risiede nelle nuove abilità conferite a Link dal suo braccio destro. Dimenticate la Tavoletta Sheikah; qui la creatività del giocatore diventa l'arma più potente.
Ultramano è la star indiscussa: permette di afferrare, spostare e, soprattutto, incollare quasi ogni oggetto presente nel mondo di gioco. Le possibilità sono letteralmente infinite. Potrete costruire veicoli di ogni tipo (zattere a motore, macchine volanti, carri armati) per superare ostacoli, o creare marchingegni assurdi per risolvere enigmi e sconfiggere nemici. La fisica del gioco è sbalorditiva e vedere le proprie creazioni prendere vita è una soddisfazione impagabile.
Compositor rivoluziona il sistema di combattimento e di equipaggiamento. Questa abilità permette di fondere un oggetto a un'arma, uno scudo o una freccia. Un semplice ramo può diventare una lancia letale se fuso con un corno di mostro; uno scudo può trasformarsi in un lanciafiamme se combinato con un congegno Zonau. Questo sistema non solo moltiplica all'infinito la varietà dell'arsenale, ma incentiva la sperimentazione e l'adattamento a ogni situazione.
Completano il quadro Ascensus, che permette di attraversare i soffitti per raggiungere luoghi sopraelevati, e Reverto, per riavvolgere il tempo di un singolo oggetto, dando vita a enigmi ambientali geniali e imprevedibili.
Narrativa e comparto tecnico: più storia, stessi limiti
Uno dei pochi punti deboli del predecessore era una trama percepita come "leggera" e narrata principalmente tramite flashback. Tears of the Kingdom fa un netto passo avanti, con una storia più presente, personaggi meglio caratterizzati e un mistero – la scomparsa di Zelda e l'origine del Re dei Demoni, Ganondorf – che spinge il giocatore ad andare avanti. La narrazione si intreccia magnificamente con l'esplorazione, rendendo ogni scoperta significativa.
Dal punto di vista tecnico, il gioco è un piccolo miracolo. La direzione artistica è sublime e riesce a mascherare i limiti di un hardware che inizia a sentire il peso degli anni. Il gioco gira per lo più a 30 fps, ma nelle situazioni più concitate, specialmente quando si usano costruzioni complesse con l'Ultramano, si verificano cali di frame rate. La risoluzione, in modalità dock, è di 900p nativi, upscalati a 1080p. Sono proprio questi limiti a farci sognare una versione per una futura console Nintendo, capace di far girare questo capolavoro a 60 fps stabili e con una pulizia visiva superiore.
Conclusione: un verdetto finale
The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom è un capolavoro monumentale. Un gioco che prende le fondamenta rivoluzionarie del suo predecessore e le eleva all'ennesima potenza, regalando al giocatore una libertà creativa e un senso di scoperta che non hanno eguali nel panorama videoludico. Non è un semplice "more of the same", ma una vera e propria evoluzione che spinge i confini dell'interattività. Pur con qualche inevitabile compromesso tecnico sull'attuale hardware, l'esperienza è talmente ricca, profonda e appagante da essere considerata imprescindibile per ogni possessore di Nintendo Switch. Un'avventura che vi terrà incollati allo schermo per centinaia di ore, lasciandovi a ogni sessione un sorriso di pura meraviglia.
- Libertà creativa senza precedenti grazie ai poteri Ultramano e Compositor.
- Un mondo di gioco immenso, stratificato su tre livelli e denso di segreti.
- Narrativa più coinvolgente e meglio integrata nell'esplorazione.
- Prestazioni a tratti incerte sull'hardware di Nintendo Switch, con cali di frame rate.
- La struttura di base può risultare familiare a chi ha già esplorato a fondo Breath of the Wild.
- La gestione di menù e costruzioni complesse può essere inizialmente macchinosa.
