Un classico che rinasce con uno stile unico
The Legend of Zelda: Link's Awakening per Nintendo Switch non è un semplice porting, ma un vero e proprio remake da zero di uno dei capitoli più amati e particolari della saga, originariamente uscito nel 1993 su Game Boy. Sviluppato da Grezzo, team già noto per gli ottimi rifacimenti di Ocarina of Time e Majora's Mask su 3DS, questo titolo trasporta i giocatori sull'isola misteriosa di Koholint con uno stile grafico completamente rinnovato. L'estetica "diorama" o "toy-like", con i suoi personaggi che sembrano miniature e i suoi colori vivaci, è una scelta artistica tanto coraggiosa quanto riuscita, che dona al gioco un'identità visiva unica e affascinante.
Questa scelta stilistica non è casuale: vuole replicare la sensazione di un mondo "piccolo ma vastissimo" che si provava giocando sull'originale schermo del Game Boy, trasformando l'avventura in un meraviglioso plastico interattivo. Ogni elemento dello scenario, dai personaggi agli alberi, sembra un giocattolo finemente realizzato, creando un'atmosfera fiabesca e a tratti surreale che si sposa perfettamente con la natura onirica della trama.
Gameplay fedele ma modernizzato
Dal punto di vista del gameplay, il remake di Link's Awakening è estremamente fedele all'originale. La mappa dell'isola di Koholint, la posizione dei dungeon, i nemici e gli enigmi sono rimasti praticamente invariati, a dimostrazione di un game design che, a quasi trent'anni di distanza, si rivela ancora solido e geniale. La struttura di gioco è quella classica degli Zelda 2D: un mix perfettamente bilanciato di esplorazione, combattimenti e risoluzione di puzzle ambientali.
Tuttavia, il team di Grezzo ha introdotto una serie di miglioramenti "quality of life" che modernizzano l'esperienza e la rendono più fluida. Il cambiamento più significativo è legato al maggior numero di tasti disponibili su Switch rispetto al Game Boy. Ora, oggetti fondamentali come la spada, lo scudo, gli stivali di Pegaso e il bracciale del potere sono assegnati a tasti dedicati, eliminando la necessità di entrare continuamente nel menu per cambiare equipaggiamento, un limite storico della versione originale. Questo rende l'azione molto più dinamica e piacevole.
Inoltre, sono state aggiunte altre piccole comodità , come la possibilità di inserire più segnalini sulla mappa per ricordare punti di interesse e un registro dei dialoghi per non perdere mai il filo della missione. Queste modifiche, pur essendo minori, contribuiscono a smussare le spigolosità del gioco del 1993, rendendolo più accessibile ai nuovi giocatori senza tradire lo spirito dell'opera.
Contenuti e longevità : cosa c'è di nuovo?
Il remake include tutti i contenuti della versione DX per Game Boy Color, compreso l'apprezzato Dungeon dei Colori, un labirinto extra basato su enigmi cromatici che premia il giocatore con una tunica speciale (rossa per aumentare l'attacco o blu per la difesa). Rispetto all'originale, sono stati anche aumentati il numero di Frammenti di Cuore e di Conchiglie Segrete da trovare, incentivando ulteriormente l'esplorazione di ogni anfratto dell'isola.
La vera, grande novità di questa edizione è il "Dungeon Maker" (o Camera Dungeons). Presso la capanna di Dampé, il becchino, è possibile utilizzare le "tessere", ovvero stanze dei dungeon già completati, per creare e assemblare i propri labirinti personalizzati. Si tratta di un editor semplice e intuitivo, una sorta di "Super Mario Maker" in versione Zelda, che permette di affrontare sfide uniche per ottenere ricompense. Sebbene sia un'aggiunta interessante, non ha la profondità o le opzioni di condivisione online di altri editor, limitandosi a essere un minigioco corposo piuttosto che una modalità a sé stante.
La longevità si attesta su una durata accettabile per gli standard odierni, specialmente per chi punta al completismo. Per i veterani, l'avventura principale può essere completata in circa 15-20 ore, ma la ricerca di tutti i segreti e la sperimentazione con il Dungeon Maker possono estendere notevolmente il tempo di gioco. È inoltre presente una Modalità Eroica, disponibile fin da subito, che raddoppia i danni subiti e rimuove i cuori recuperabili, offrendo un livello di sfida decisamente più alto.
Comparto tecnico: luci e ombre
Se da un lato la direzione artistica è ineccepibile, il comparto tecnico di Link's Awakening mostra qualche incertezza. La colonna sonora è stata magnificamente ri-orchestrata, con brani iconici che acquistano nuova vita e accompagnano l'avventura in modo magistrale. Il sound design è altrettanto curato, con effetti sonori che contribuiscono all'immersione nel mondo di gioco.
Il punto debole, purtroppo, risiede nelle performance. Il gioco soffre di cali di frame rate, specialmente durante l'esplorazione delle aree più aperte dell'overworld. Questi rallentamenti, sebbene non compromettano la giocabilità in modo grave, risultano fastidiosi e rompono un po' la magia di un'esperienza altrimenti impeccabile. Il problema sembra essere più marcato quando si esce dagli edifici o durante le transizioni tra aree, e si nota sia in modalità docked che portatile.
Conclusione: un verdetto finale
The Legend of Zelda: Link's Awakening su Nintendo Switch è un remake eccellente, realizzato con amore e rispetto per un capolavoro intramontabile. Riesce nel difficile compito di svecchiare un gioco di quasi trent'anni, mantenendone intatta l'anima e il level design geniale, e arricchendolo con una veste grafica deliziosa e diverse migliorie che ne fluidificano il ritmo. È un'avventura compatta, densa di segreti e dal fascino unico, capace di ammaliare sia i fan di vecchia data che le nuove generazioni di giocatori. Nonostante qualche pecca tecnica legata al frame rate, l'esperienza complessiva è magica e imperdibile per ogni possessore di Switch. Un tuffo nel passato che si rivela più attuale che mai.

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