Benvenuti a Lungacque, aspiranti Hobbit!
Diciamolo subito: l'idea alla base di Tales of the Shire è il sogno proibito di ogni fan di Tolkien. Chi non ha mai desiderato, almeno una volta, di vivere in una confortevole casa Hobbit, con una dispensa sempre piena e l'unica preoccupazione di decidere cosa preparare per la seconda colazione? Il gioco, sviluppato da Weta Workshop (gli stessi artisti che hanno dato vita alla Terra di Mezzo cinematografica) e pubblicato da Private Division, ci mette proprio nei panni di un Hobbit appena trasferitosi nel villaggio di Lungacque. Il nostro compito? Vivere la nostra migliore vita da Mezzuomo, contribuendo a far crescere la piccola comunità e a renderla un villaggio autonomo e rispettato.
L'avventura inizia con la creazione del nostro personaggio, un editor che permette di personalizzare l'aspetto del nostro Hobbit, prima di essere accolti nella nostra nuova, accogliente casa-sotto-la-collina. Da qui si apre un mondo di attività rilassanti, pensate per immergerci completamente nell'atmosfera serena e bucolica della Contea.
Una giornata da Hobbit: tra orto, fornelli e amicizie
Il gameplay di Tales of the Shire ruota attorno a un ciclo di attività tipiche del genere life simulation, ma con un inconfondibile tocco "hobbittoso". Le giornate sono scandite da mansioni come la pesca negli stagni cristallini, il giardinaggio per coltivare ortaggi di stagione e la raccolta di erbe e frutti selvatici. Ogni risorsa raccolta è fondamentale, perché il vero cuore pulsante del gioco è, senza dubbio, la cucina.
Preparare piatti prelibati, seguendo le ricette che scopriremo man mano, non è solo un passatempo, ma il modo principale per progredire e, soprattutto, per socializzare. Invitare gli altri abitanti di Lungacque a un banchetto è il metodo chiave per stringere nuove amicizie e rafforzare i legami. Questo focus sulla convivialità e sul cibo è incredibilmente fedele allo spirito dei libri di Tolkien e rappresenta uno degli aspetti più riusciti e originali del titolo.
Oltre a cucinare, potremo dedicarci alla decorazione della nostra casa Hobbit, personalizzando gli interni per renderla un rifugio caldo e accogliente, e commerciare con gli altri abitanti per ottenere nuovi oggetti e ingredienti. Il tutto è accompagnato da un ciclo giorno/notte e da un sistema di stagioni che influenzano le attività quotidiane e le risorse disponibili.
Un'atmosfera magica, ma con qualche ombra
Visivamente, Tales of the Shire riesce a catturare l'essenza idilliaca della Contea, con i suoi paesaggi pittoreschi e uno stile artistico colorato e fiabesco. Le animazioni sono particolarmente curate, un dettaglio che mostra l'esperienza cinematografica degli sviluppatori di Weta Workshop. Anche la colonna sonora contribuisce a creare un'atmosfera quieta e serafica, perfetta per accompagnare le nostre tranquille giornate.
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Diverse recensioni hanno evidenziato come le meccaniche di gioco, sebbene piacevoli, risultino piuttosto semplici e a tratti superficiali. Attività come la pesca e il giardinaggio sono state definite meno profonde rispetto ad altri esponenti del genere. Anche la costruzione dei rapporti sociali, basata principalmente sulla condivisione dei pasti, può risultare monotona e ripetitiva a lungo andare.
Un altro punto dolente, emerso soprattutto nelle prime versioni, riguarda le prestazioni tecniche, con segnalazioni di bug, cali di frame rate e crash, in particolare sulla versione per Nintendo Switch. Sebbene gli sviluppatori abbiano rilasciato patch per migliorare la situazione, è un aspetto da tenere in considerazione. La mappa di gioco, inoltre, non è vastissima e l'interazione con l'ambiente circostante è più limitata di quanto ci si potrebbe aspettare.
Conclusione: un verdetto finale
In definitiva, Tales of the Shire: A Lord of The Rings Game è un titolo che riesce magnificamente nel suo intento primario: farci sentire dei veri Hobbit. L'atmosfera è magica, l'amore per l'universo di Tolkien è palpabile in ogni dettaglio e il focus sulla cucina e sulla convivialità è una ventata d'aria fresca nel genere dei cozy games. È un'esperienza rilassante, perfetta per chi cerca una fuga dallo stress quotidiano e vuole immergersi in un mondo pacifico e affascinante.
D'altro canto, il gioco pecca di una certa superficialità nelle meccaniche principali e soffre di problemi tecnici che possono minare l'esperienza. Non è il simulatore di vita più complesso o profondo sul mercato, e i giocatori più esigenti potrebbero trovarlo ripetitivo dopo le prime ore. Se cercate un'avventura epica, siete nel posto sbagliato. Ma se il vostro sogno è curare un orto, cucinare un pasticcio di funghi e godervi la tranquillità della Contea, allora Lungacque potrebbe davvero essere la vostra nuova casa.

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