Un tuffo nel passato: che fine aveva fatto Survival Kids?
Prima di parlare del nuovo capitolo, facciamo un passo indietro. Chi ha qualche anno di gaming sulle spalle ricorderà con affetto Survival Kids, un piccolo gioiello per Game Boy Color uscito nel lontano 1999. A quel tempo, il genere dei "survival" non era certo inflazionato come oggi, e il titolo Konami fu un vero precursore. Ci metteva nei panni di un ragazzo o una ragazza naufraghi su un'isola deserta, con l'unico obiettivo di sopravvivere gestendo fame, sete e fatica, combinando oggetti per crearne di nuovi e esplorando un mondo ostile. La serie è poi proseguita su Nintendo DS con il nome di Lost in Blue, per poi sparire dai radar per oltre un decennio.
L'annuncio di un nuovo Survival Kids come titolo di lancio per Nintendo Switch 2 ha quindi sorpreso tutti, segnando il ritorno inaspettato di un franchise di culto. Questa volta, però, l'esperienza è stata ripensata da zero, con un focus completamente nuovo.
Sopravvivere insieme: la nuova formula cooperativa
La più grande novità di questo Survival Kids per Switch 2 è il suo forte orientamento al multiplayer cooperativo. Se il gioco originale era un'esperienza solitaria e a tratti brutale, questo reboot punta tutto sulla collaborazione. Si può giocare fino in quattro online o in due in locale con lo schermo condiviso, unendosi per esplorare, raccogliere risorse e risolvere enigmi ambientali. L'idea di Konami, sviluppata in collaborazione con Unity, è quella di creare un'avventura "cosy" e accessibile a tutti, specialmente a famiglie e giocatori meno esperti.
La trama è semplice e leggera: un gruppo di ragazzi trova una mappa del tesoro e, dopo un naufragio, si ritrova su misteriose isole che poggiano sul dorso di creature giganti chiamate "Whurtles" (un incrocio tra balene e tartarughe). L'obiettivo è riparare la propria zattera per fuggire, isola dopo isola. Un concept che, purtroppo, si rivela essere anche il più grande limite del gioco: la ripetitività.
Analisi del Gameplay: luci e ombre di un'isola
Il gameplay di Survival Kids è molto diretto: si tagliano alberi, si raccolgono frutti, si pesca e si cucinano pasti per recuperare energia. Molte azioni, come abbattere un albero, sono più veloci se eseguite insieme a un compagno, incentivando il gioco di squadra. L'elemento survival, però, è stato drasticamente semplificato rispetto agli antenati. La fame serve più come una barra di "stamina" per compiere azioni faticose che come una vera minaccia alla sopravvivenza; non si può morire di fame e non c'è un vero senso di pericolo.
Questa scelta rende il gioco molto rilassante e adatto a un pubblico giovane, ma delude chi si aspettava una sfida survival più profonda e complessa. Le missioni su ogni isola sono molto simili tra loro e il gioco tende a tenere per mano il giocatore con indicazioni costanti, anche se queste possono essere disattivate. L'esperienza risulta quindi piacevole se giocata in compagnia per qualche ora, ma rischia di diventare noiosa e ripetitiva sul lungo periodo, specialmente per i giocatori più navigati.
Comparto tecnico e sfruttamento di Switch 2
Dal punto di vista tecnico, il gioco presenta uno stile grafico "toon" colorato e vivace, ma anche molto semplice, quasi da titolo mobile. Non sembra un gioco in grado di mettere davvero in mostra la potenza della nuova console Nintendo. Una delle caratteristiche più interessanti è il supporto al "GameShare" di Switch 2, che permette a un giocatore che possiede il gioco di condividerlo in locale con altri due amici, ognuno sulla propria console.
La colonna sonora è allegra e gli effetti sonori sono simpatici, contribuendo a creare un'atmosfera spensierata che si sposa bene con la natura "cosy" del titolo. Tuttavia, nel complesso, il gioco dà l'impressione di un prodotto dal potenziale inespresso, quasi un "proof-of-concept" più che un titolo di lancio completo.
Conclusione: verdetto finale
In definitiva, Survival Kids per Nintendo Switch 2 è un gioco con una doppia anima. Da un lato, è un'avventura cooperativa accessibile, rilassante e a tratti divertente, perfetta per le famiglie o per chi cerca un'esperienza di gioco leggera e senza stress. Dall'altro, è un'occasione mancata: la semplificazione estrema delle meccaniche survival e la struttura ripetitiva deludono le aspettative dei fan storici e non riescono a offrire una sfida appagante. Non è il ritorno che i veterani della serie meritavano, ma potrebbe essere una porta d'ingresso al genere per i giocatori più piccoli. Un titolo competente, ma che gioca troppo sul sicuro, senza mai osare veramente.

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