Bentornati nella Zona, Stalker!
Sono passati ben quindici anni dall'ultimo capitolo, Call of Pripyat, e l'attesa per S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl è stata spasmodica, quasi leggendaria. Lo sviluppo, portato avanti dagli ucraini di GSC Game World, è stato un'odissea, segnata da cancellazioni, riavvii e, purtroppo, dall'impatto devastante della guerra. Nonostante tutto, il gioco è finalmente tra noi, e la domanda che tutti si pongono è una sola: ne è valsa la pena? La risposta, ve lo anticipo, è complessa e sfaccettata, proprio come la Zona stessa.
Questo nuovo capitolo ci riporta ancora una volta nella Zona di Esclusione di Chornobyl, un'area immensa e desolata nata da un secondo, catastrofico incidente nucleare nel 2006. Qui, tra radiazioni letali, anomalie che sfidano le leggi della fisica e creature mutate da incubo, si muovono gli Stalker: cacciatori di tesori, mercenari e avventurieri in cerca di artefatti dal valore inestimabile. Noi vestiremo i panni di Skif, un nuovo Stalker il cui destino si intreccerà con i misteri che si celano nel cuore pulsante della Zona.
Un Gameplay Survival Duro e Puro
Se cercate un'esperienza accomodante, un "run and gun" dove correre e sparare senza pensieri, avete decisamente sbagliato gioco. S.T.A.L.K.E.R. 2 è un survival duro, brutale e che non perdona. Ogni proiettile conta, le risorse sono scarse e la morte è sempre dietro l'angolo. Bisogna gestire fame, sonno, sanguinamento ed effetti delle radiazioni per non soccombere. L'anima del gioco è puramente survival: ogni passo deve essere ponderato, ogni scontro pianificato.
Il gunplay è realistico e soddisfacente, con una balistica pesante e un feeling delle armi incredibilmente tangibile. Esistono oltre trenta modelli di armi da fuoco, ciascuno ampiamente personalizzabile con potenziamenti che ne modificano le statistiche e l'efficacia sul campo. La manutenzione dell'equipaggiamento è fondamentale: le armi si inceppano, le armature si danneggiano e ignorare questi aspetti può fare la differenza tra la vita e la morte. Preparatevi a salvare spesso, perché la Zona non fa sconti a nessuno.
La Zona: Un Open World Ostile e Meraviglioso
Grazie all'Unreal Engine 5, la Zona di Chornobyl non è mai stata così spaventosamente bella. GSC Game World ha creato un open world vasto, credibile e ricco di atmosfera. I panorami post-apocalittici sono da togliere il fiato, con un sistema di illuminazione e un ciclo giorno-notte che contribuiscono a creare un'immersione totale. Esplorare fabbriche abbandonate, foreste spettrali e laboratori sotterranei è un'esperienza unica, carica di tensione e fascino decadente.
Il mondo di gioco è reso vivo dal sistema A-Life 2.0, un'intelligenza artificiale che simula la vita delle fazioni, dei mostri e degli altri Stalker indipendentemente dalla presenza del giocatore. Questo crea un ecosistema dinamico e imprevedibile, dove le azioni hanno conseguenze reali sul mondo circostante. Nonostante qualche incertezza iniziale, le patch successive hanno migliorato notevolmente questo aspetto, rendendo la Zona più viva e reattiva che mai.
Narrazione e Scelte Morali
S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl non è solo sopravvivenza, ma anche una storia non lineare ricca di scelte morali complesse. I dialoghi sono ben scritti e i personaggi che incontreremo sono caratterizzati in modo profondo, spesso con una vena filosofica inaspettata. Le nostre decisioni influenzeranno lo svolgimento della trama, portando a finali multipli e determinando il nostro destino e quello dell'intera Zona. L'immersione è tale che spesso ci si ritrova a compiere scelte difficili, a tradire, mentire e rubare per sopravvivere, giustificando le proprie azioni con la dura legge della Zona.
Comparto Tecnico: Luci e Ombre
Nonostante l'innegabile bellezza visiva, il comparto tecnico di S.T.A.L.K.E.R. 2 ha mostrato il fianco a qualche critica al lancio, soprattutto per quanto riguarda bug e ottimizzazione, in particolare su console. Tuttavia, va dato atto a GSC Game World di aver lavorato incessantemente per migliorare la situazione con patch correttive che hanno reso l'esperienza molto più stabile. Su PC, con l'hardware adeguato, il gioco è uno spettacolo per gli occhi, mentre su Xbox Series X offre una modalità performance a 60fps con risoluzione dinamica.
Conclusione: Verdetto Finale
S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl è un'opera monumentale, un miracolo produttivo considerando le avversità affrontate dal team di sviluppo. È un gioco imperfetto, a tratti spigoloso e incredibilmente punitivo, ma dotato di un'anima e un'atmosfera che pochi altri titoli possono vantare. È un'esperienza immersiva e totalizzante, un ritorno in grande stile per una serie leggendaria che riesce a essere fedele alle sue origini pur modernizzando la formula. Se amate i survival hardcore, le atmosfere post-apocalittiche e le storie mature, la Zona vi sta chiamando. Non fatela attendere.

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