Bentornati nella Giungla, Soldati
Sono passati più di vent'anni, ma il richiamo della giungla di Tselinoyarsk è ancora irresistibilmente forte. Konami ci riporta nel 1964, in piena Guerra Fredda, con Metal Gear Solid Delta: Snake Eater, un remake che si prefigge un compito tanto nobile quanto rischioso: ricreare per una nuova generazione uno dei capolavori indiscussi di Hideo Kojima, uscito originariamente nel 2004 su PlayStation 2. L'operazione è ambiziosa e, diciamolo subito, il risultato è un'esperienza che riesce a unire un profondo rispetto per l'originale a una modernizzazione tecnica e ludica di prim'ordine.
Per chi non avesse familiarità con la trama, il gioco è il punto di partenza cronologico dell'intera saga di Metal Gear. Veste i panni di un agente della CIA noto con il nome in codice Naked Snake, inviato in una missione di infiltrazione in territorio sovietico per salvare uno scienziato e sabotare una terrificante arma nucleare mobile, lo Shagohod. Quella che inizia come una missione di spionaggio si trasforma presto in una complessa storia di tradimenti, onore e sacrificio, che getterà le basi per la leggenda di Big Boss.
Un Remake Fedele, Forse Troppo?
La prima cosa che salta all'occhio è la straordinaria fedeltà di questo remake. Konami ha scelto un approccio conservativo, riproponendo la storia, i dialoghi e persino la regia delle scene d'intermezzo in modo quasi identico all'originale. Le linee di dialogo sono le stesse, riutilizzando le registrazioni vocali originali ma con una qualità audio superiore, non compressa. Questa scelta farà la gioia dei puristi, che ritroveranno intatta l'atmosfera e la narrazione che hanno amato, ma potrebbe lasciare un po' di amaro in bocca a chi si aspettava una reinterpretazione più audace, sulla scia di altri remake moderni.
L'intero gioco è stato ricostruito da zero utilizzando l'Unreal Engine 5, e il risultato è a dir poco sbalorditivo. Le giungle sovietiche non sono mai state così vive, dense e realistiche. La vegetazione reagisce al passaggio di Snake, i modelli dei personaggi sono incredibilmente dettagliati – al punto da mostrare pori e rughe – e il sistema di illuminazione dinamica crea un'atmosfera tesa e immersiva. È un piacere per gli occhi vedere ambientazioni iconiche con una veste grafica così moderna.
Gameplay: Il Meglio di Due Mondi
È sul fronte del gameplay che "Delta" mostra i suoi muscoli migliori. L'opera di svecchiamento è evidente e incredibilmente efficace. La novità più importante è la possibilità di scegliere tra due stili di controllo:
- Stile Moderno: Questa opzione introduce una visuale in terza persona sopra la spalla, simile a quella vista in "Metal Gear Solid V", e un sistema di comandi più intuitivo e in linea con gli action game contemporanei. Mirare e sparare diventa più preciso e reattivo, rendendo gli scontri a fuoco molto più godibili.
- Stile Classico: Per i nostalgici, questa modalità ripropone la visuale dall'alto, semi-fissa, e i controlli dell'originale del 2004. Un'aggiunta apprezzata che permette di vivere l'esperienza esattamente come fu concepita.
Oltre a questo, sono state introdotte numerose migliorie "quality of life". Naked Snake ora può camminare accovacciato, una meccanica ereditata dai capitoli successivi che amplia le opzioni stealth. Anche il sistema di combattimento CQC è stato aggiornato con nuove animazioni, rendendolo più fluido e letale. Un'altra novità interessante è il sistema di danni visibili: ferite, lividi e tagli rimarranno sul corpo di Snake in tempo reale, e le cicatrici più profonde saranno permanenti, raccontando visivamente il viaggio di ogni giocatore.
Cosa è Cambiato e Cosa è Rimasto
Nonostante la fedeltà quasi maniacale, Konami si è permessa qualche piccola aggiunta. Torna l'amata modalità "Serpente contro Scimmia", il minigioco crossover con la serie Ape Escape, ora con una grafica migliorata. È stata inoltre introdotta una modalità foto per immortalare i momenti più spettacolari della missione.
Tuttavia, questo approccio conservativo mostra il fianco in alcuni aspetti. L'intelligenza artificiale dei nemici, sebbene migliorata, non sembra aver fatto passi da gigante, e il level design, essendo una riproposizione 1:1, mantiene una struttura a volte legata alle limitazioni tecniche dell'era PlayStation 2. Questo crea un contrasto a volte stridente tra una presentazione visiva all'avanguardia e delle fondamenta ludiche che, per quanto solide, sentono il peso degli anni.
Conclusione: Il Verdetto Finale
Metal Gear Solid Delta: Snake Eater è un remake eccellente, realizzato con amore e un profondo rispetto per l'opera originale. È senza dubbio il modo migliore per vivere (o rivivere) le origini di Big Boss, grazie a un comparto tecnico sontuoso e a un gameplay svecchiato al punto giusto. La scelta di Konami di non stravolgere la formula originale è al tempo stesso il suo più grande pregio e il suo unico, piccolo limite. Se da un lato garantisce un'esperienza fedele e autentica, dall'altro manca di quel pizzico di coraggio che avrebbe potuto trasformare un ottimo remake in un capolavoro assoluto. Nonostante ciò, rimane un acquisto obbligato per i fan di vecchia data e la migliore porta d'ingresso possibile per chiunque voglia scoprire una delle saghe più importanti della storia dei videogiochi.

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