Ritorno nella giungla: un'operazione nostalgia in Unreal Engine 5
Sono passati oltre vent'anni da quando abbiamo messo piede per la prima volta nella giungla di Tselinoyarsk, ma il richiamo è ancora fortissimo. Metal Gear Solid Delta: Snake Eater si presenta come un remake estremamente fedele del capolavoro del 2004, un'operazione che punta a riproporre quasi 1:1 l'esperienza originale, ma con una veste grafica completamente rinnovata grazie all'Unreal Engine 5. La scelta di Konami di ripartire dal terzo capitolo (cronologicamente il primo della saga) è strategica: Snake Eater racconta le origini di Big Boss ed è narrativamente autoconclusivo, rendendolo il punto d'ingresso perfetto per i neofiti.
L'impatto visivo è senza dubbio il fiore all'occhiello di questa produzione. Le ambientazioni, dalle fitte giungle alle paludi, sono state ricostruite con una cura per i dettagli impressionante. Effetti di luce, gocce di pioggia che scivolano realisticamente sui vestiti e texture ambientali di altissimo livello contribuiscono a creare un'atmosfera immersiva e credibile. Anche i modelli dei personaggi sono stati ricreati da zero, mostrando una finezza tale da rendere visibili rughe e pori, permettendo animazioni facciali molto più ricche ed emotive.
Gameplay: tra fedeltà e modernizzazione
Sul fronte del gameplay, Konami ha scelto una strada conservativa, ma non priva di importanti novità . La più significativa è l'introduzione di due stili di controllo: lo "Stile Classico", con la visuale dall'alto che replica quella originale, e lo "Stile Moderno", con una telecamera in terza persona sopra la spalla e un sistema di puntamento più in linea con gli standard odierni, ereditato da MGSV. Questa seconda opzione svecchia notevolmente l'esperienza, rendendo le fasi di shooting più precise e intuitive.
Oltre a questo, sono state introdotte numerose "quality of life improvements", ovvero piccole migliorie pensate per rendere l'esperienza più fluida. Ora è possibile, ad esempio, cambiare la mimetica di Snake al volo tramite un menu rapido, senza dover mettere in pausa il gioco. Anche la gestione delle cure e l'accesso al Codec sono stati resi più immediati. È stata inoltre implementata la possibilità di camminare accovacciati, una meccanica assente nell'originale ma introdotta nelle versioni successive come la 3D.
Una novità interessante è il "Battle Damage System": le ferite subite da Naked Snake lasceranno cicatrici permanenti sul suo corpo e sull'equipaggiamento, aggiungendo un tocco di realismo e personalizzazione all'avventura di ogni giocatore.
Una storia immortale, un'eredità pesante
La trama di Metal Gear Solid 3: Snake Eater è rimasta intatta, e questa è un'ottima notizia. Konami ha deciso di non modificare una singola riga di dialogo, riutilizzando addirittura le registrazioni vocali originali, ora in una qualità audio superiore. La storia di Naked Snake, la sua missione per salvare lo scienziato Sokolov e il confronto con la sua mentore, The Boss, sullo sfondo della Guerra Fredda, è ancora oggi una delle narrazioni più potenti e toccanti della storia dei videogiochi.
Tuttavia, proprio questa estrema fedeltà rappresenta anche il più grande limite dell'operazione. Se da un lato i puristi apprezzeranno la volontà di non "tradire" l'opera di Hideo Kojima (che non è stato coinvolto nel progetto ma sarà citato nei crediti), dall'altro si avverte una certa timidezza. Konami ha preferito non correre rischi, limitandosi ad un restauro estetico e funzionale, senza osare di più su meccaniche che, per quanto iconiche, oggi potrebbero risultare un po' legnose. Il risultato è un remake eccellente, ma che forse ha perso l'occasione di diventare la versione definitiva del capolavoro originale.
Contenuti extra e modalità di gioco
Oltre alla campagna principale, Metal Gear Solid Delta: Snake Eater vede il gradito ritorno della modalità speciale "Serpente contro Scimmia", un divertente crossover con la serie Ape Escape che farà la gioia dei fan di lunga data. È stata aggiunta anche una nuova modalità fotografica per immortalare i momenti più iconici (o bizzarri) della propria avventura. Inoltre, è prevista l'uscita di una modalità multiplayer chiamata "Fox Hunt" tramite un aggiornamento successivo al lancio.
Conclusione: verdetto finale
In definitiva, Metal Gear Solid Delta: Snake Eater è un remake realizzato con grande rispetto e cura. Il lavoro svolto sull'aspetto grafico è eccezionale e le migliorie al gameplay, in particolare l'introduzione dello stile di controllo moderno, rendono l'esperienza più accessibile e godibile per un nuovo pubblico. La storia rimane un capolavoro senza tempo. Il limite più grande risiede in un approccio forse fin troppo conservativo, che non si prende i rischi necessari per elevare ulteriormente un gioco già straordinario. Nonostante ciò, rappresenta il modo migliore per scoprire (o riscoprire) le origini di Big Boss. Un'operazione riuscita, che accontenterà sia i fan storici che i nuovi giocatori, ma che lascia un leggero amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere con un pizzico di coraggio in più.

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