Unboxing e prime impressioni: più piccolo, più comodo
Appena aperta la confezione, decisamente più compatta rispetto a quella del suo predecessore, il Meta Quest 3 si presenta subito come un prodotto di nuova generazione. Il design è più sottile e leggero, un passo avanti notevole in termini di ergonomia. Il peso, anche se di poco superiore al Quest 2 (515 grammi contro 503), risulta meglio distribuito, grazie anche al nuovo cinturino di serie. Certo, per sessioni di gioco prolungate, un cinturino "elite" (acquistabile separatamente) resta una scelta consigliata per massimizzare il comfort, ma già di base l'esperienza è migliorata.
Nella scatola, oltre al visore, troviamo i due nuovi controller Touch Plus, ridisegnati e privi degli anelli di tracciamento, un cavo di ricarica USB-C e l'alimentatore. L'assenza del distanziatore per gli occhiali si fa notare: ora è integrato direttamente nel visore, rendendo l'utilizzo più agevole per chi porta gli occhiali da vista.
Qualità visiva: un salto quantico con le lenti Pancake
La vera rivoluzione del Meta Quest 3 risiede nel comparto visivo. L'abbandono delle lenti di Fresnel in favore delle nuove lenti "pancake" cambia completamente le carte in tavola. L'immagine è incredibilmente più nitida e definita su tutto il campo visivo, dall'centro ai bordi, eliminando quasi del tutto l'effetto "god rays" (i fastidiosi aloni luminosi) e il cosiddetto "screen-door effect" (la griglia di pixel visibile). La risoluzione è stata aumentata a 2064 x 2208 pixel per occhio, un netto miglioramento rispetto ai 1832 x 1920 del Quest 2.
Questo, unito a un campo visivo (FOV) più ampio di circa 110 gradi, si traduce in un'immersione senza precedenti. I testi sono finalmente leggibili senza sforzo e i dettagli nei giochi e nelle applicazioni emergono con una chiarezza sorprendente. Anche i giochi non ottimizzati specificamente per Quest 3 beneficiano di un upscale automatico della risoluzione, risultando visibilmente più definiti.
Prestazioni e potenza: il nuovo chip Snapdragon XR2 Gen 2
Sotto la scocca, il Meta Quest 3 è spinto dal nuovo processore Snapdragon XR2 Gen 2, che promette prestazioni grafiche più che raddoppiate rispetto alla generazione precedente. Questo si traduce in un'esperienza utente più fluida e reattiva, con tempi di caricamento ridotti e la possibilità per gli sviluppatori di creare mondi virtuali ancora più complessi e dettagliati. La RAM passa da 6 GB a 8 GB, offrendo ulteriore margine per le applicazioni più esigenti.
Questa potenza extra non serve solo per i giochi nativi. Il Quest 3 si conferma un visore eccellente anche per la PC VR in wireless. Grazie a soluzioni come Air Link o Virtual Desktop, l'esperienza di gioco in streaming da un PC da gaming è quasi indistinguibile da quella con un visore cablato, a patto di avere una buona rete Wi-Fi e una GPU adeguata.
La vera novità : la Realtà Mista a colori
Se la qualità visiva e le prestazioni rappresentano un'evoluzione importante, la vera rivoluzione del Quest 3 è la realtà mista (Mixed Reality) a colori e ad alta fedeltà . A differenza del passthrough in bianco e nero e a bassa risoluzione del Quest 2, il nuovo visore utilizza due fotocamere RGB e un sensore di profondità per mappare l'ambiente circostante e proiettare elementi virtuali nel mondo reale con un realismo sorprendente.
Le applicazioni sono infinite: si può giocare a un gioco da tavolo virtuale appoggiato sul proprio tavolo reale, trasformare il salotto in un'arena di combattimento aliena o visualizzare schermi e finestre virtuali fluttuanti nella stanza. Questa tecnologia ha un potenziale enorme e, sebbene il catalogo di esperienze dedicate sia ancora in crescita, rappresenta senza dubbio il futuro dell'interazione digitale.
Controller e autonomia
I nuovi controller Touch Plus sono più compatti ed ergonomici, grazie all'eliminazione degli anelli di tracciamento. Nonostante questo cambiamento, il tracking delle mani e dei controller rimane impeccabile. Sono alimentati da una singola batteria AA per controller e offrono un feedback aptico migliorato, simile a quello del DualSense di PlayStation 5, per un'immersione ancora maggiore.
Un punto debole, purtroppo, rimane l'autonomia. La batteria del visore dura circa 2-3 ore, in linea con il modello precedente. Per sessioni di gioco più lunghe, è quasi indispensabile dotarsi di un cinturino con batteria integrata o di un power bank esterno.
Le versioni: 128GB o 512GB?
Il Meta Quest 3 è disponibile in due tagli di memoria: 128GB e 512GB. La scelta dipende molto dall'uso che se ne intende fare. I giochi più recenti e complessi possono occupare anche decine di gigabyte (ad esempio, Asgard's Wrath 2 pesa circa 31 GB e Assassin's Creed Nexus 16 GB). Se si prevede di installare molti titoli contemporaneamente, registrare video in alta risoluzione o utilizzare il visore per contenuti multimediali offline, la versione da 512GB offre una maggiore tranquillità . Per un utente più casuale, che gioca a pochi titoli alla volta e non ha problemi a disinstallare e reinstallare i giochi all'occorrenza, la versione da 128GB può essere più che sufficiente.
Conclusione: il verdetto finale
Il Meta Quest 3 non è un semplice aggiornamento, ma un vero e proprio salto generazionale. Migliora il suo predecessore in ogni aspetto cruciale: la qualità visiva è straordinaria grazie alle lenti pancake, le prestazioni sono di un altro livello e la realtà mista a colori apre un mondo di nuove possibilità . Certo, l'autonomia resta un limite e il comfort di base, seppur migliorato, potrebbe non essere ottimale per tutti. Tuttavia, al momento, rappresenta il miglior visore VR standalone sul mercato per rapporto qualità -prezzo, un dispositivo capace di soddisfare sia i neofiti che gli appassionati più esigenti. È il punto di riferimento per la realtà virtuale e mista di consumo, e un acquisto caldamente consigliato a chiunque voglia tuffarsi nel futuro dell'intrattenimento digitale.

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