Un Gameplay Solido ma con Qualche Incertezza
Appena impugnata la racchetta virtuale in Matchpoint - Tennis Championships, si percepisce un'impronta familiare per chiunque abbia giocato a titoli tennistici in passato. Il sistema di controllo è intuitivo e si basa sui quattro tasti frontali per eseguire i colpi fondamentali: piatto, topspin, slice e pallonetto. La potenza del colpo è determinata dalla durata della pressione del tasto, mentre la levetta analogica gestisce la direzione. Questo sistema, sebbene rodato, si dimostra efficace e permette di entrare subito nel vivo dell'azione.
Il punto di forza del gameplay risiede nel realismo tattico e nell'importanza del posizionamento. A differenza di altri giochi più arcade, qui muoversi correttamente e anticipare le giocate dell'avversario è fondamentale per avere la meglio. L'approccio a rete con un rovescio in slice, ad esempio, è reso in modo piuttosto verosimile, rallentando il gioco e dando il tempo di conquistare una posizione vantaggiosa. Anche la fisica della palla appare autentica, contribuendo a un ritmo di gioco realistico.
Tuttavia, il sistema non è esente da difetti. L'intelligenza artificiale degli avversari a volte risulta altalenante, con reazioni non sempre realistiche, specialmente nei movimenti verso rete e nel recupero dei pallonetti. Inoltre, la finestra di tempo per colpire la palla è molto generosa, rendendo difficile commettere errori non forzati e diminuendo la tensione durante gli scambi più lunghi.
Modalità Carriera: Ambiziosa ma Superficiale
Il cuore dell'esperienza in singolo è rappresentato dalla modalità carriera, che promette una profonda immersione nel mondo del tennis professionistico con un sistema di ranking basato sul merito. Si parte creando il proprio alter ego virtuale, con diverse opzioni di personalizzazione estetica e di stile di gioco (destro o mancino, rovescio a una o due mani). Man mano che si vincono partite e tornei, si sbloccano nuovi equipaggiamenti di marchi noti come Babolat, YONEX e HEAD.
La progressione si basa sulla partecipazione a tornei di varia importanza per scalare la classifica mondiale. È inoltre possibile assumere allenatori per migliorare le proprie abilità e lavorare sui punti deboli attraverso specifici moduli di allenamento. Questa struttura, sulla carta, è interessante e offre un discreto senso di progressione.
Purtroppo, la modalità carriera soffre di una certa mancanza di profondità e coinvolgimento. Le opzioni manageriali sono ridotte all'osso: non ci sono sponsorizzazioni da gestire, né infortuni da considerare. I tornei, per la maggior parte senza licenza, risultano anonimi e mancano di qualsiasi tipo di spettacolarità o presentazione televisiva, culminando in una semplice schermata statica di risultati, senza premiazioni o strette di mano. Questo appiattisce l'esperienza, trasformandola in una sequenza ripetitiva di partite senza un vero pathos.
Contenuti e Comparto Tecnico: Un Roster Limitato e una Grafica Datata
Uno degli aspetti più criticati di Matchpoint - Tennis Championships è la scarsità di contenuti. Il roster ufficiale comprende 16 tennisti reali, tra cui nomi come Daniil Medvedev, Carlos Alcaraz, Garbiñe Muguruza e Nick Kyrgios. Tuttavia, mancano all'appello le icone assolute di questo sport come Federer, Nadal e Djokovic, una lacuna importante per gli appassionati. Ancora più grave è l'assenza totale della modalità doppio, una componente fondamentale in qualsiasi gioco di tennis che si rispetti, limitando fortemente il divertimento in multiplayer locale.
Anche dal punto di vista tecnico, il gioco mostra il fianco a diverse critiche. Sebbene le animazioni dei giocatori siano fluide, la qualità generale della grafica risulta piuttosto arretrata e non al passo con gli standard moderni. I modelli dei tennisti sono altalenanti e poco somiglianti alle loro controparti reali, e le arene di gioco, seppur varie, mancano di vita e di dettagli che possano aumentare l'immersione.
Conclusione
In conclusione, Matchpoint - Tennis Championships è un titolo con luci e ombre. Da un lato, offre un sistema di gioco solido e tattico che riesce a divertire e a restituire un buon feeling con la racchetta in mano, premiando un approccio ragionato allo scambio. Dall'altro, è afflitto da una grave carenza di contenuti, una modalità carriera superficiale e un comparto tecnico non all'altezza. Si percepisce il potenziale per costruire una base solida per il futuro, ma allo stato attuale il gioco risulta incompleto. È un "vorrei ma non posso" che riesce a strappare la sufficienza grazie al suo gameplay, ma che delude le aspettative di chi attendeva da anni un degno erede dei grandi classici del passato.
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