Recensione LG Serie UR: l'analisi completa
La serie UR di LG si presenta sul mercato come la proposta entry-level del 2023, pensata per chi cerca un televisore 4K funzionale e moderno senza dover investire cifre importanti. In questa recensione, andremo a scoprire insieme come si comporta nell'uso di tutti i giorni, analizzando la qualità dell'immagine, le funzionalità smart e le prestazioni nel gaming. Parleremo di diversi modelli di questa serie, come l'UR8000, che rappresenta il cuore dell'offerta.
È importante sottolineare fin da subito una particolarità di questa serie: la tecnologia del pannello varia a seconda delle dimensioni. I modelli da 43, 55 e 75 pollici montano un pannello di tipo IPS, mentre le versioni da 50 e 65 pollici utilizzano un pannello VA. Questa scelta tecnica ha un impatto diretto sulla resa visiva, come vedremo tra poco.
Design e costruzione: semplice ma funzionale
Dal punto di vista estetico, la serie LG UR non cerca di stupire con soluzioni avveniristiche. Il design è sobrio e funzionale, con cornici sottili (circa 1,2 cm) che circondano lo schermo. Lo spessore del corpo TV, di circa 5,8 cm, non è dei più contenuti, ma è giustificato dalla presenza di una retroilluminazione di tipo Direct-LED, distribuita su tutta la superficie posteriore.
Il televisore poggia su due piedini laterali che garantiscono una buona stabilità e lo sollevano di circa 9 cm dal piano d'appoggio, uno spazio sufficiente per posizionare una soundbar senza ostruire il sensore del telecomando. Il retro è realizzato interamente in plastica liscia e ospita i vari ingressi, con due delle tre porte HDMI disposte lateralmente per facilitare un eventuale montaggio a parete.
Qualità dell'immagine: luci e ombre a seconda del pannello
La qualità dell'immagine è il cuore di ogni televisore e, nel caso della serie LG UR, le performance sono strettamente legate alla tecnologia del pannello. I modelli con pannello IPS (43, 55, 75 pollici) offrono un ampio angolo di visione, il che li rende una buona scelta se si guarda la TV in gruppo o da posizioni angolate. Tuttavia, pagano lo scotto con un contrasto nativo non eccezionale (attorno a 1250:1), che si traduce in neri che possono apparire un po' sbiaditi, specialmente in ambienti bui. Sono quindi più adatti a stanze illuminate.
Al contrario, i modelli con pannello VA (50 e 65 pollici) eccellono proprio dove gli IPS mostrano il fianco. Offrono un contrasto decisamente superiore, con neri più profondi e un'immagine più incisiva al buio, rendendoli ideali per la visione di film. Di contro, l'angolo di visione è più ristretto, e i colori tendono a sbiadire se non ci si posiziona frontalmente.
A prescindere dal pannello, un punto di forza di questa serie è la buona calibrazione di fabbrica, specialmente in modalità "Filmmaker Mode", che restituisce colori fedeli e realistici, un aspetto non scontato in questa fascia di mercato. La luminosità massima, tuttavia, non è molto elevata, attestandosi intorno ai 320 nits. Questo significa che l'effetto HDR, seppur supportato (HDR10 Pro e HLG), non è particolarmente incisivo e il TV fatica un po' in ambienti molto luminosi a causa dei riflessi.
Processore e Upscaling
Il cuore pulsante della serie UR è il processore α5 Gen6 con AI. Il suo compito principale è l'upscaling, ovvero migliorare la risoluzione dei contenuti non nativi 4K. Il suo comportamento è nella media: lavora abbastanza bene con sorgenti in 1080p, mentre con risoluzioni inferiori (720p o 480p) tende a rendere l'immagine un po' troppo morbida e sfocata.
Smart TV: WebOS 23, completo ma non un fulmine
La piattaforma smart è affidata a WebOS 23, il sistema operativo proprietario di LG. L'interfaccia è ricca di applicazioni e offre accesso a tutti i principali servizi di streaming come Netflix, Prime Video, Disney+ e molti altri. La navigazione è intuitiva, anche grazie al celebre telecomando puntatore Magic Remote, che permette di muovere un cursore sullo schermo.
Tuttavia, alcuni utenti hanno segnalato che il sistema può risultare a tratti un po' lento e scattoso, soprattutto nei modelli di fascia più bassa. Non è un difetto invalidante, ma chi è abituato a sistemi più reattivi potrebbe notare qualche piccolo ritardo.
Gaming: buono per i giocatori occasionali
Se siete videogiocatori, la serie LG UR si rivela una scelta discreta per un uso non competitivo. L'input lag è molto basso, circa 10 ms in modalità gioco, garantendo un'ottima reattività ai comandi. È presente anche la funzione ALLM (Auto Low Latency Mode), che attiva automaticamente la modalità gioco quando rileva una console.
Bisogna però tenere a mente i limiti di un TV entry-level: il pannello ha una frequenza di aggiornamento nativa di 60Hz, quindi non sono supportate le funzionalità avanzate delle console di nuova generazione come i 120Hz o il VRR (Variable Refresh Rate). Le tre porte HDMI sono in versione 2.0. Si tratta quindi di una buona soluzione per il gaming occasionale, ma i giocatori più esigenti dovranno guardare a modelli di fascia superiore.
Conclusione: il verdetto finale
In definitiva, la serie LG UR è una gamma di televisori 4K onesta, che offre un pacchetto solido in relazione al suo posizionamento. Il suo punto di forza è la versatilità , con la doppia scelta tra pannelli IPS e VA a seconda delle proprie esigenze di visione. La qualità dell'immagine è buona in condizioni di luce diurna e la calibrazione di fabbrica è sorprendentemente accurata. Il sistema smart WebOS è completo, anche se non sempre fulmineo, e le prestazioni in gaming sono più che adeguate per i giocatori occasionali. I limiti principali risiedono in una luminosità non elevata, che smorza l'impatto dell'HDR, e nell'assenza di funzionalità gaming avanzate. È una scelta consigliata a chi cerca un buon televisore per l'uso quotidiano senza troppe pretese, prestando però attenzione alla scelta del taglio (e quindi del tipo di pannello) più adatto al proprio ambiente e alle proprie abitudini.

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