Un'icona intramontabile nel mondo del modellismo
Lo Supermarine Spitfire non è solo uno degli aerei da caccia più famosi della Seconda Guerra Mondiale, ma è anche un soggetto prediletto da generazioni di modellisti. La sua linea elegante e la sua storia gloriosa lo rendono un pezzo immancabile in ogni collezione. Revell, marchio storico del settore, propone diverse versioni di questo velivolo in varie scale, tra cui le popolari 1:72 e 1:32. In questa recensione ci concentreremo sui kit delle versioni Mk.IIa e Mk.IXc, analizzandone pregi e difetti.
Questi kit si rivolgono a una vasta platea di appassionati, dai giovani che si avvicinano per la prima volta a questo hobby fino ai modellisti più esperti in cerca di una base solida per lavori di dettaglio. La promessa di Revell è quella di offrire un buon compromesso tra dettaglio, facilità di montaggio e un ottimo rapporto qualità -prezzo.
Analisi del kit: cosa troviamo nella scatola?
Aprendo la tipica scatola Revell con apertura laterale, troviamo le stampate (sprue) in plastica grigio chiaro, un set di trasparenti per il tettuccio e le luci, le istruzioni dettagliate e un foglio decal. Il numero di pezzi varia a seconda della versione e della scala: ad esempio, il kit dello Spitfire Mk.IIa in scala 1:72 è composto da 38 parti, rendendolo ideale per un progetto veloce o per i principianti. Il kit dello Spitfire Mk.IXc in scala 1:32, invece, conta ben 154 pezzi, offrendo un livello di dettaglio decisamente superiore.
La qualità della plastica è generalmente buona, anche se in alcuni casi, specialmente nei kit di più recente produzione, si può riscontrare la presenza di "flash", ovvero delle bave di plastica in eccesso da rimuovere con attenzione. Le linee delle pannellature sono incise finemente, un dettaglio apprezzato dai modellisti che cercano un risultato realistico.
Il montaggio: un'esperienza tra luci e ombre
Il processo di assemblaggio dei kit Revell dello Spitfire è, in generale, piuttosto lineare e alla portata di tutti, grazie a istruzioni chiare e a un buon incastro delle parti principali. La fusoliera si chiude solitamente senza problemi e l'accoppiamento con le ali richiede solo una minima quantità di stucco, se necessario.
Tuttavia, non mancano alcune piccole criticità . Ad esempio, nel kit del Mk.IIa in 1:72, alcuni modellisti hanno riscontrato che i trasparenti del tettuccio sono un po' troppo spessi, pur essendo ben stampati e senza distorsioni. Nel kit del Mk.IXc in 1:32, invece, alcuni dettagli come le ruote del carrello o i cannoni potrebbero risultare un po' semplificati per i più esigenti, che potrebbero voler ricorrere a set di miglioramento aftermarket.
Il cockpit, in entrambe le versioni, offre un buon livello di dettaglio di base, con un pannello strumenti ben riprodotto e decal per le cinture di sicurezza. Anche in questo caso, i modellisti più esperti avranno ampio margine per aggiungere ulteriori particolari e portare il livello di realismo al massimo.
Dettagli e varianti: Mk.IIa vs Mk.IXc
È importante sottolineare che i kit si riferiscono a due diverse evoluzioni dello Spitfire. La Mk.IIa è una versione iniziale, protagonista della Battaglia d'Inghilterra, mentre la Mk.IXc è una versione successiva, sviluppata per contrastare i caccia tedeschi Fw-190. Revell ha riprodotto le differenze tra le due versioni, come le ali, i radiatori, l'elica a quattro pale e gli scarichi specifici per la Mk.IXc. Questo permette di apprezzare l'evoluzione tecnica di questo straordinario aereo.
Decal e versioni proposte
I fogli decal inclusi nei kit sono generalmente di buona qualità , sottili e con colori ben stampati. Permettono di realizzare una o due versioni specifiche, con insegne e codici storicamente accurati. Ad esempio, il kit del Mk.IIa offre le decal per un esemplare dell'Air Fighting Development Unit della Royal Air Force del 1942. Il kit della Mk.IXc, invece, permette di scegliere tra un aereo della Royal Canadian Air Force e uno della Royal Air Force, entrambi operativi nel 1944. L'applicazione delle decal, con l'aiuto di liquidi ammorbidenti, di solito non presenta particolari difficoltà .
Conclusione: il verdetto finale
In conclusione, i kit dello Spitfire della Revell rappresentano una scelta solida e versatile per quasi tutti i modellisti. Il loro principale punto di forza è l'eccezionale rapporto qualità -prezzo, che li rende accessibili a tutti. Per i principianti, il modello in scala 1:72 è un ottimo punto di partenza per imparare le basi del modellismo statico con un soggetto iconico e gratificante. Per i più esperti, i kit, specialmente quello in scala 1:32, offrono una base accurata e dettagliata su cui lavorare, con ampie possibilità di personalizzazione e miglioramento. Pur presentando qualche piccola imperfezione, come la presenza di bave di stampaggio o alcuni dettagli semplificati, questi difetti sono facilmente superabili con un po' di lavoro e non compromettono il piacere della costruzione e la qualità del risultato finale. Un classico intramontabile che continua a meritarsi un posto d'onore sui banchi da lavoro di tutto il mondo.

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