Un ritorno atteso: la storia di Henry continua
Kingdom Come: Deliverance II riprende esattamente da dove si era interrotto il primo capitolo, catapultandoci di nuovo nella Boemia del XV secolo, un'ambientazione storica ricostruita con una cura a dir poco maniacale. Vestiremo ancora una volta i panni di Henry di Skalitz, il figlio di un fabbro la cui vita è stata stravolta dalla guerra civile che insanguina il regno. Il nostro viaggio ci porterà a esplorare due nuove, vaste mappe, grandi circa il doppio rispetto a quelle del predecessore, immergendoci in intrighi di corte, battaglie campali e missioni personali alla ricerca di vendetta e di uno scopo.
La trama principale si dipana in un conflitto tra il re Venceslao IV e suo fratello Sigismondo, e Henry si troverà , suo malgrado, al centro di questi eventi epocali. La narrazione è uno dei punti di forza del titolo: matura, avvincente e ricca di personaggi memorabili, scritti con grande abilità . La sceneggiatura, a quanto pare, è una delle più lunghe mai viste in un videogioco, e questo si traduce in dialoghi profondi e in una storia che può facilmente superare le 80-100 ore di gioco, senza contare le innumerevoli attività secondarie.
Gameplay: il realismo come croce e delizia
Il cuore pulsante di Kingdom Come: Deliverance II rimane il suo approccio simulativo e realistico. Questo non è un action RPG dove si falciano nemici a decine con la pressione di un tasto. Ogni combattimento è una danza letale, un duello tecnico e ragionato dove parate, finte e affondi devono essere calibrati con precisione. Il sistema di combattimento, già ottimo nel primo capitolo, è stato ulteriormente rifinito, risultando punitivo ma incredibilmente gratificante una volta padroneggiato. L'introduzione di nuove armi, come le balestre e le prime armi da fuoco, aggiunge ulteriore profondità tattica agli scontri.
Questo realismo si estende a ogni aspetto del gioco. Dovrete mangiare, dormire, curare le vostre ferite e persino fare attenzione all'igiene per non essere malvisti dagli NPC. Le armature vanno indossate a strati per essere efficaci e le armi si usurano con l'uso. Se da un lato questa dedizione alla simulazione garantisce un'immersione senza pari, dall'altro potrebbe risultare ostica per i giocatori abituati a esperienze più immediate e arcade. Kingdom Come: Deliverance II è un gioco che richiede pazienza, dedizione e la volontà di immergersi completamente nel suo mondo.
Il mondo di gioco è vivo e pulsante. Gli NPC seguono le loro routine quotidiane, reagiscono dinamicamente alle azioni del giocatore e il mondo stesso cambia in base alle nostre scelte. Le missioni, sia principali che secondarie, offrono spesso molteplici approcci: potrete usare la forza bruta, l'astuzia, la furtività o le vostre abilità dialettiche per raggiungere un obiettivo. Questa libertà d'azione, unita a un mondo di gioco vasto e denso di segreti da scoprire, rende l'esplorazione un vero piacere.
Comparto tecnico: la Boemia non è mai stata così bella (e pesante)
Visivamente, Kingdom Come: Deliverance II è uno spettacolo per gli occhi. Le due nuove mappe, che includono la splendida città di Kuttenberg (uno dei più importanti centri economici dell'epoca), sono realizzate con un livello di dettaglio impressionante. Le foreste sono fitte e realistiche, le città brulicano di vita e i panorami sono mozzafiato. L'uso del CryEngine garantisce scorci di rara bellezza, specialmente su PC di fascia alta.
Tuttavia, tanta magnificenza ha un prezzo. Il gioco è tecnicamente molto esigente e, sebbene giri bene su console di nuova generazione (PS5 e Xbox Series X/S), per goderselo al massimo su PC è necessaria una configurazione hardware di tutto rispetto. Come nel suo predecessore, non mancano alcuni bug e piccole imperfezioni tecniche, anche se la maggior parte sono di lieve entità e non compromettono l'esperienza di gioco complessiva. Ottimo invece il comparto sonoro, con una colonna sonora evocativa e un doppiaggio di alta qualità (si consiglia di giocarlo in lingua originale per la massima immersione).
Longevità e supporto post-lancio
Come già accennato, la longevità è uno dei fiori all'occhiello di Kingdom Come: Deliverance II. Completare la sola campagna principale richiederà decine e decine di ore, ma per scoprire tutto ciò che il mondo di gioco ha da offrire ne serviranno ben oltre 100. Inoltre, Warhorse Studios ha già annunciato una ricca roadmap di contenuti post-lancio, che include sia aggiornamenti gratuiti (come la modalità Hardcore e le corse a cavallo) sia espansioni narrative a pagamento che andranno ad arricchire ulteriormente l'avventura di Henry nel corso del 2025.
Conclusione: un capolavoro per palati fini
Kingdom Come: Deliverance II è un sequel che riesce nell'impresa di migliorare ed espandere un predecessore già eccellente. È un gioco di ruolo immenso, profondo, storicamente accuratissimo e incredibilmente immersivo. Il suo realismo esasperato e il suo ritmo compassato non lo rendono un titolo per tutti, ma chi saprà apprezzare la sua filosofia "slow-gaming" si troverà di fronte a una delle esperienze GDR più gratificanti e memorabili degli ultimi anni. Un'opera maestosa che consacra Warhorse Studios tra i grandi nomi del genere. Se avete amato il primo capitolo, l'acquisto è obbligato. Se cercate un GDR che non scende a compromessi e vi immerge totalmente in un'altra epoca, avete trovato il vostro gioco.

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