Cos'è successo 100 anni prima di Breath of the Wild?
Tutti i fan di The Legend of Zelda: Breath of the Wild si sono posti questa domanda. Quel capolavoro ci ha catapultati in una Hyrule devastata, lasciandoci ricostruire il passato attraverso frammenti di ricordi. Hyrule Warriors: L'era della calamità nasce proprio con l'intento di colmare questo vuoto, di farci vivere in prima persona la guerra contro la Calamità Ganon che ha portato il regno alla rovina. Sviluppato da Omega Force in collaborazione con Nintendo, questo titolo è uno spin-off che unisce l'universo di Zelda con il genere musou, tipico della serie Dynasty Warriors.
Il risultato è un gioco d'azione hack-and-slash che ci mette di fronte a battaglie su larghissima scala, dove il nostro eroe (o eroina) può falciare centinaia di nemici con combo spettacolari. Ma attenzione: non aspettatevi un semplice prequel. La trama, grazie a un piccolo guardiano di nome Terrako che viaggia indietro nel tempo, prende una piega inaspettata, creando una linea temporale alternativa agli eventi che conoscevamo. Una scelta narrativa coraggiosa che ha diviso i fan, ma che garantisce sorprese anche a chi conosce a menadito la storia di Breath of the Wild.
Gameplay: Molto più di un semplice "Musou"
Se sentendo la parola "musou" storcete il naso, pensando a un gameplay ripetitivo e senza spessore, L'era della calamità potrebbe farvi cambiare idea. Certo, il cuore del gioco consiste nell'affrontare orde infinite di Boblin, Lizalfos e Moblin, conquistando avamposti e sconfiggendo boss. Tuttavia, il titolo integra in modo intelligente molte delle meccaniche che abbiamo amato in Breath of the Wild.
Ogni personaggio giocabile, infatti, ha accesso ai poteri della Tavoletta Sheikah: Bombe, Stasys, Magnesis e Cryonis non sono solo strumenti utili, ma diventano parte integrante del sistema di combattimento, permettendo di rompere la guardia dei nemici più potenti e creare aperture per attacchi devastanti. Inoltre, l'uso delle bacchette elementali (fuoco, ghiaccio, tuono) aggiunge un ulteriore strato strategico, sfruttando le debolezze avversarie. Questo rende gli scontri, soprattutto contro i mini-boss e i nemici più coriacei, molto più tecnici e ragionati rispetto a un musou tradizionale.
La varietà è garantita anche da un roster di personaggi davvero ricco. Non solo potremo impersonare Link, Zelda e Impa, ma anche i quattro Campioni – Mipha, Daruk, Revali e Urbosa – ognuno con uno stile di combattimento unico e spettacolare. Link, ad esempio, può alternare spada a una mano, lancia e spadone a due mani, cambiando completamente il suo set di mosse. Avanzando nel gioco, si sbloccheranno altri personaggi sorprendenti, per un totale di 18 eroi giocabili nella versione base. Questa coralità è uno dei punti di forza del titolo, offrendo una prospettiva diversa e approfondita sui protagonisti che in Breath of the Wild erano solo delle memorie.
Una Hyrule familiare, ma in guerra
La direzione artistica è uno degli aspetti più riusciti. Il gioco riprende lo splendido stile grafico in cel-shading di Breath of the Wild, trasportandoci in una Hyrule che conosciamo bene, ma viva e vibrante, non ancora segnata dalla distruzione. Rivedere luoghi iconici come la Piana di Hyrule o il Villaggio Calbarico nel pieno del loro splendore è un'emozione unica per chi ha amato l'esplorazione nel capitolo principale.
La mappa di gioco funge da hub centrale da cui selezionare le missioni principali, che portano avanti la trama, e una miriade di missioni secondarie e sfide. Queste ultime servono a potenziare i personaggi, sbloccare nuove combo, ottenere materiali e migliorare le strutture di Hyrule, fornendo bonus permanenti. La longevità è quindi molto elevata, con decine e decine di ore di contenuti anche dopo aver completato la storia principale.
Un altro elemento di spicco sono le missioni a bordo dei Colossi Sacri. Pilotare Vah Ruta, Vah Rudania, Vah Medoh e Vah Naboris per annientare interi eserciti è un'esperienza epica e galvanizzante, uno dei momenti più alti e spettacolari dell'intera avventura.
Il tallone d'Achille: le prestazioni tecniche
Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica. Il più grande difetto di Hyrule Warriors: L'era della calamità risiede nel suo comparto tecnico. L'ambizione di mettere in scena battaglie con centinaia di personaggi a schermo si scontra con i limiti hardware di Nintendo Switch. Il gioco soffre di frequenti e vistosi cali di frame rate, specialmente nelle situazioni più concitate e in modalità portatile. Sebbene il gioco resti per lo più giocabile, questi scatti possono risultare fastidiosi e compromettere la fluidità dell'azione, un aspetto cruciale per un titolo così frenetico. Anche la telecamera, a volte, fa i capricci, incastrandosi e oscurando la visuale nei momenti meno opportuni.
Conclusione: un verdetto finale
Hyrule Warriors: L'era della calamità è un gioco dalle due anime. Da un lato, è uno straordinario omaggio a Breath of the Wild, un titolo ricco di contenuti, con un sistema di combattimento profondo e divertente e una storia che, pur con le sue libertà , riesce a emozionare e a dare spessore a personaggi amatissimi. Dall'altro, è un prodotto tecnicamente imperfetto, i cui problemi di performance possono minare l'esperienza di gioco. È un acquisto consigliato? Assolutamente sì per i fan sfegatati di Zelda desiderosi di rivivere l'epopea della Grande Calamità . È un titolo che sa divertire, appassionare e offrire decine di ore di battaglie spettacolari. Chi invece è allergico al genere musou o non tollera i cali di frame rate, potrebbe volerlo provare con la demo gratuita disponibile sull'eShop prima di procedere all'acquisto. Nel complesso, resta un eccellente spin-off, un passo avanti notevole per il genere e un pezzo importante del puzzle narrativo di una delle saghe più amate di sempre.

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