Un ritorno inaspettato con una formula tutta nuova
Amici appassionati di JRPG, bentornati! Oggi parliamo di Fairy Fencer F: Refrain Chord, il seguito diretto di Advent Dark Force che, a sorpresa, abbandona la sua anima da gioco di ruolo tradizionale per abbracciare completamente il genere strategico/tattico a turni. Sviluppato da Sting, studio già noto per le sue incursioni nel genere (come con Hyperdevotion Noire della serie Neptunia), questo titolo si presenta come una ventata d'aria fresca per la serie, ma anche come una scommessa che potrebbe non piacere a tutti i fan di vecchia data.
La storia riprende le avventure del nostro scansafatiche preferito, Fang, e della sua allegra brigata di Fencer. L'obiettivo è sempre lo stesso: collezionare le "Furies", armi speciali infuse con lo spirito delle fate, per risvegliare la Dea e ottenere un desiderio. Tuttavia, la trama si arricchisce con l'introduzione di due nuove figure centrali: le Muse. Queste fanciulle, dotate del potere di influenzare il campo di battaglia con il loro canto, aggiungono un nuovo, intrigante strato narrativo e di gameplay.
È importante sottolineare una cosa: sebbene il gioco possa essere affrontato anche da chi non conosce i capitoli precedenti, Refrain Chord dà per scontata la conoscenza dei personaggi e delle loro relazioni. Le introduzioni sono brevi e si entra subito nel vivo dell'azione, quindi per godere appieno della narrazione e delle dinamiche del gruppo, aver giocato ad Advent Dark Force è quasi un requisito fondamentale.
Gameplay: Scacchi, canti e super mosse
Il cuore pulsante di Fairy Fencer F: Refrain Chord è senza dubbio il suo sistema di combattimento. Dimenticate l'esplorazione in terza persona del predecessore; qui ci muoviamo su mappe a griglia in stile scacchiera, dove ogni mossa va ponderata con attenzione. Il posizionamento delle unità è cruciale: attaccare un nemico di fianco o alle spalle garantisce danni maggiori, e sfruttare l'altitudine del terreno può dare un vantaggio tattico non indifferente.
Ritornano meccaniche iconiche della serie, come la trasformazione "Fairize", che permette ai personaggi di fondersi con la propria fata per un numero limitato di turni, potenziando drasticamente le loro statistiche. A questa si affianca l'attacco "Avalanche Rush", una potente mossa combinata che coinvolge più membri del party, ideale per infliggere danni ingenti a un singolo bersaglio.
La vera novità, però, è rappresentata dalla meccanica "Fairy Aria" legata alle Muse. La nostra musa, Fleur, può cantare per creare un'area di effetto sulla mappa che fornisce bonus a tutti gli alleati al suo interno. Anche i nemici avranno la loro musa, e quando le due aree si sovrappongono, si crea una "Dramatic Resonance": un duetto musicale che non solo cambia la colonna sonora della battaglia, ma potenzia enormemente gli effetti dei canti per entrambe le fazioni. Questa meccanica aggiunge un livello di strategia davvero interessante, costringendoci a valutare costantemente il rapporto rischio/beneficio.
Analisi del comparto tecnico e narrativo
Dal punto di vista narrativo, Refrain Chord si presenta come un'esperienza che piacerà soprattutto ai fan consolidati. La trama è coinvolgente e riesce a rivaleggiare con i momenti migliori di Advent Dark Force, ma soffre di un ritmo a tratti eccessivamente lento. I dialoghi e le interazioni tra i personaggi, spesso carichi di umorismo "anime" e fanservice, sono una parte consistente del gioco e potrebbero risultare tediosi o infantili per chi non apprezza il genere.
Graficamente, il gioco non fa gridare al miracolo. Sebbene il design dei personaggi sia piacevole e lo stile artistico curato, le animazioni in battaglia risultano un po' legnose e gli ambienti spesso piatti e poco ispirati. Su PlayStation 5, il gioco si comporta bene, ma è evidente che la produzione non sia ad altissimo budget. Alcuni effetti visivi, come il bagliore generato dalle "Arie" delle Muse, possono risultare fastidiosi e rendere meno leggibile l'azione a schermo.
Nonostante questi difetti, il sistema di combattimento si rivela solido e divertente, capace di tenere incollati allo schermo gli amanti degli strategici. La personalizzazione dei personaggi è buona, grazie all'equipaggiamento di diverse fate che forniscono bonus e abilità extra, anche se non raggiunge la profondità di altri esponenti del genere.
Conclusione: un esperimento riuscito a metà?
In definitiva, Fairy Fencer F: Refrain Chord è un titolo che divide. Il passaggio a un gameplay puramente tattico è una mossa coraggiosa che, grazie alla collaborazione con lo studio Sting, si traduce in un sistema di combattimento divertente e con spunti originali come la meccanica delle Muse. Tuttavia, non è abbastanza profondo da soddisfare i puristi del genere strategico e rischia di alienare i fan del primo capitolo che preferivano la formula JRPG classica. La narrazione, pur essendo un seguito diretto, è godibile appieno solo da chi ha già familiarità con il cast, e il comparto tecnico mostra il fianco a diverse critiche. Se siete fan sfegatati della serie o cercate un JRPG tattico non troppo complesso ma comunque appagante, Refrain Chord merita una possibilità. Per tutti gli altri, il consiglio è di ponderare bene l'acquisto, magari attendendo un'offerta vantaggiosa.
- Sistema di combattimento tattico solido e divertente.
- L'introduzione delle Muse e della meccanica "Fairy Aria" aggiunge strategia.
- Trama e personaggi apprezzabili per i fan della serie.
- Poco accessibile per i neofiti della saga.
- Comparto tecnico datato e animazioni legnose.
- La profondità strategica potrebbe non soddisfare i puristi del genere.
