Un tuffo nel passato con un vestito nuovo
Ciao a tutti, amanti dei videogiochi! Oggi mettiamo le mani su un pezzo di storia, una vera e propria leggenda che ritorna in una veste grafica smagliante: DRAGON QUEST I & II HD-2D REMAKE. Dopo il successo del rifacimento del terzo capitolo, Square Enix completa la cosiddetta "Trilogia di Erdrick", proponendo in un unico pacchetto i due giochi che hanno dato il via a tutto. E lo fa con quello stile ormai riconoscibilissimo, l'HD-2D, che unisce la nostalgia della pixel art a meravigliosi ambienti 3D, creando un effetto visivo davvero suggestivo.
La domanda che sorge spontanea è: al di là del fattore nostalgia, questi due titoli, che hanno quasi quarant'anni sulle spalle, reggono il confronto con i giochi di ruolo moderni? La risposta, ve lo anticipo, non è così scontata e si trova in un equilibrio delicato tra fedeltà e innovazione.
DRAGON QUEST I: L'avventura solitaria dell'eroe
Il primo DRAGON QUEST è l'essenza stessa del JRPG delle origini. Nei panni del discendente del leggendario eroe Erdrick, la nostra missione è semplice e diretta: salvare la principessa Gwaelin e sconfiggere il malvagio Dragonlord per riportare la pace nel regno di Alefgard. Un'avventura solitaria, che in questo remake riceve alcuni degli aggiornamenti più significativi.
La novità più grande è senza dubbio nel sistema di combattimento. Dite addio agli scontri uno contro uno dell'originale: ora affronteremo gruppi di mostri contemporaneamente, rendendo le battaglie più dinamiche e in linea con il resto della serie. Per bilanciare questa maggiore difficoltà , sono state aggiunte nuove abilità e magie, capaci di colpire più nemici. Questa scelta modernizza l'esperienza, pur mantenendo intatto il classico sistema a turni che i fan amano.
Ma non è solo il combattimento a essere stato ritoccato. Il mondo di gioco è stato arricchito con nuovi scenari, personaggi e dialoghi che approfondiscono la trama e la collegano in modo più coeso agli altri capitoli della trilogia. Sono state introdotte anche nuove meccaniche, come i Sigilli, oggetti che forniscono bonus in battaglia, e le pergamene delle abilità , che permettono una maggiore personalizzazione dell'eroe.
DRAGON QUEST II: L'unione fa la forza
DRAGON QUEST II: Luminaries of the Legendary Line espande la formula del predecessore introducendo un concetto rivoluzionario per l'epoca: il party di personaggi. Qui guideremo tre discendenti di Erdrick (il Principe di Midenhall, il Principe di Cannock e la Principessa di Moonbrooke) in una nuova avventura per sconfiggere il perfido stregone Hargon. Questo remake, inoltre, aggiunge un quarto personaggio giocabile, la Principessa di Cannock, arricchendo ulteriormente le dinamiche di gruppo e la storia.
Il mondo di gioco è decisamente più vasto e l'esplorazione, grazie all'introduzione della nave, assume un ruolo centrale. Anche qui, le novità non mancano. La più spettacolare è la possibilità di esplorare i fondali marini, con nuove aree piene di segreti, tesori e persino un regno sottomarino abitato da sirene. Questa aggiunta non è puramente estetica, ma espande notevolmente l'avventura, offrendo nuove missioni e sfide.
Il gameplay beneficia di numerosi miglioramenti "quality of life", come la velocità di battaglia regolabile, l'auto-battle e un'interfaccia utente modernizzata. Sono state introdotte anche le "azioni suggerite" in combattimento, che aiutano i neofiti a sfruttare le debolezze nemiche senza interrompere il ritmo. Tutte queste modifiche rendono l'esperienza più fluida e accessibile, smussando alcune delle spigolosità che caratterizzavano l'originale.
Un'opera di restauro tra amore e conservatorismo
Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Square Enix e dal team di Artdink è ineccepibile. Lo stile HD-2D è perfetto per questi classici, riuscendo a essere al contempo nostalgico e moderno. Le musiche orchestrali, riarrangiate per l'occasione, sono un vero piacere per le orecchie e contribuiscono a creare un'atmosfera epica e coinvolgente. Anche l'aggiunta del doppiaggio, sia in inglese che in giapponese, dona nuova vita ai personaggi.
Tuttavia, è importante sottolineare che, nonostante le numerose aggiunte e migliorie, l'anima dei giochi originali è rimasta intatta. Questo significa che la struttura di gioco, specialmente nel primo capitolo, è molto lineare e la narrazione, seppur arricchita, rimane semplice rispetto agli standard odierni. Anche alcuni picchi di difficoltà dell'originale non sono stati del tutto risolti, richiedendo a volte sessioni di grinding per poter proseguire. Si tratta di una scelta consapevole, che mira a preservare l'esperienza "old-school", ma che potrebbe non piacere a tutti.
Conclusione: un verdetto finale
In definitiva, DRAGON QUEST I & II HD-2D REMAKE è un'operazione di restauro riuscitissima, un atto d'amore verso due dei capostipiti del genere JRPG. La raccolta riesce nell'impresa di modernizzare l'esperienza senza snaturarla, rendendola appetibile sia per i fan di lunga data che per i nuovi giocatori che desiderano scoprire le origini di questa saga leggendaria. L'impatto visivo è splendido, le aggiunte di contenuto sono significative e i miglioramenti al gameplay rendono l'avventura più godibile. Certo, permane una certa legnosità di fondo e una semplicità narrativa tipica dell'epoca, ma questo fa parte del suo fascino retrò. Un acquisto caldamente consigliato a tutti gli amanti dei giochi di ruolo giapponesi.

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