Un'icona che si rinnova: Design e Materiali
A prima vista, la Bialetti Moka Induction è un affascinante incontro tra passato e futuro. La parte superiore, il "raccoglitore", mantiene la classica e iconica forma ottagonale in alluminio che ha reso la Moka Express famosa in tutto il mondo. Questo non è solo un vezzo estetico: l'alluminio, come da tradizione, è il materiale scelto per preservare l'aroma e il calore del caffè. La vera innovazione, però, sta in basso.
La caldaia, infatti, è realizzata con un'innovativa tecnologia bi-layer: uno strato interno in alluminio per una distribuzione uniforme del calore e uno strato esterno in acciaio inossidabile che la rende compatibile con tutti i piani cottura, inclusa, ovviamente, l'induzione. Un connubio di materiali intelligente che cerca di risolvere il principale dilemma degli amanti della moka nell'era dell'induzione. Il manico e il pomolo sono in materiale termoplastico con un piacevole effetto soft-touch, progettati per essere ergonomici e antiscottatura.
La prova del caffè: come si comporta nell'uso quotidiano?
Passiamo al sodo: come viene il caffè? Il funzionamento è identico a quello di una moka tradizionale e, secondo Bialetti, anche il risultato non cambia. L'acqua si versa nella caldaia fino alla valvola, si inserisce il filtro con il caffè macinato (senza pressarlo!) e si avvita. La magia avviene sul fuoco: sui piani a induzione, si consiglia di utilizzare un'intensità media per un'estrazione ottimale e per non sprecare energia. Il calore generato dal campo magnetico riscalda la base in acciaio, portando l'acqua a ebollizione e spingendola attraverso il caffè.
L'esperienza d'uso è generalmente positiva, ma con qualche "ma". La velocità di preparazione è buona, anche se alcuni utenti segnalano che il caffè prodotto potrebbe risultare leggermente meno caldo rispetto a quello di una moka classica su fiamma. Un piccolo compromesso, forse, per la comodità dell'induzione. Un altro aspetto da considerare, soprattutto per i modelli più piccoli (come quello da 2 tazze), è il diametro della base: alcuni piani a induzione potrebbero faticare a "riconoscere" la caffettiera se il diametro minimo richiesto non viene raggiunto. È un dettaglio da verificare sul proprio piano cottura prima dell'acquisto.
Varianti e Manutenzione: a ciascuno la sua Moka
La Bialetti Moka Induction è disponibile in diverse varianti di colore, solitamente nero e rosso, e soprattutto in diverse dimensioni (da 2, 4 e 6 tazze) per adattarsi alle esigenze di single, coppie e famiglie. Ricordate che la misura in "tazze" si riferisce alle tazzine da espresso, da circa 30-50 ml.
La pulizia è un capitolo importante per la durata e la qualità della vostra moka. Come per la versione tradizionale, la Moka Induction non va assolutamente lavata in lavastoviglie. Dopo ogni utilizzo, è sufficiente smontarla (una volta fredda) e sciacquare ogni componente con acqua tiepida, senza usare detersivi che potrebbero alterare il gusto del caffè. Un vantaggio della caldaia in acciaio è la sua maggiore resistenza all'ossidazione rispetto all'alluminio. È fondamentale, però, asciugare bene ogni pezzo prima di rimontarlo per evitare la formazione di calcare o macchie.
Conclusione: il verdetto finale
La Bialetti Moka Induction riesce nell'intento di portare la tradizione del caffè italiano nelle cucine moderne. È una caffettiera ben costruita, dal design riuscito che fonde iconicità e innovazione. La compatibilità universale è il suo più grande pregio, rendendola una scelta quasi obbligata per chi ha un piano a induzione ma non vuole rinunciare al rito della moka. Il caffè è buono, corposo e aromatico, molto vicino a quello della Moka Express originale. Tuttavia, bisogna essere consapevoli dei piccoli compromessi, come la potenziale incompatibilità delle misure piccole con alcuni piani cottura e una temperatura del caffè a volte non bollente. Nel complesso, è un prodotto promosso, un acquisto consigliato per chi cerca un ponte solido tra la caffettiera della nonna e la cucina del futuro.

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