Un'Estetica da Capogiro: Il Real Grade al suo Massimo Splendore
Appena aperta la scatola del BANDAI RG 1/144 Sinanju, è impossibile non rimanere a bocca aperta. Bandai ha fatto un lavoro eccezionale dal punto di vista estetico. Le plastiche rosse hanno una finitura glossy, lucida e profonda, che cattura la luce in un modo che pochi altri kit riescono a fare. A questo si aggiungono le parti dorate, realizzate con una placcatura cromata che sostituisce i classici adesivi, garantendo un risultato visivo di altissimo livello e una separazione dei colori eccellente. Ogni dettaglio, dalle curve eleganti dell'armatura ai piccoli particolari meccanici, è riprodotto con una fedeltà impressionante, rendendo il Sinanju un vero capolavoro di design.
Il livello di dettaglio è tipico della linea Real Grade: altissimo. L'idea di base di questa linea è quella di portare i dettagli e la complessità di un Master Grade (MG) in una scala più piccola (1/144), e con il Sinanju l'obiettivo è stato centrato in pieno, almeno visivamente. L'assemblaggio, pur essendo complesso, regala grandi soddisfazioni nel vedere il modello prendere forma. Le proporzioni sono azzeccate e il mobile suit, una volta completato, ha una presenza scenica imponente, quasi minacciosa, degna della sua controparte animata.
Il Tallone d'Achille: Un Inner Frame non all'Altezza
Purtroppo, tanta bellezza nasconde un segreto oscuro, un difetto che ha reso questo kit famoso (o famigerato) tra gli appassionati: l'inner frame. Per questo modello, Bandai ha deciso di riutilizzare e adattare l'Advanced MS Joint del Gundam Mk-II, un frame pensato per un mobile suit molto più piccolo e leggero. Questa scelta si è rivelata catastrofica. Il peso e le dimensioni generose delle armature del Sinanju mettono a dura prova la struttura interna, in particolare la giuntura del busto e quella delle anche.
Il risultato è un modello estremamente instabile. La vita tende a piegarsi all'indietro sotto il peso dello zaino, le gambe sono "molli" e in generale il kit fatica a reggersi in piedi da solo, rendendo quasi obbligatorio l'uso di una base espositiva. Molti modellisti lamentano parti che si staccano al minimo tocco e un'esperienza di posing frustrante, quasi un "incubo". Questa fragilità strutturale è il più grande compromesso di questo kit: un pezzo da esposizione mozzafiato, ma poco "giocabile" o posabile.
Assemblaggio: Tra Piacere e Frustrazione
L'esperienza di montaggio del RG Sinanju è un'altalena di emozioni. Da un lato, vedere le parti lucide e dorate unirsi è estremamente gratificante. La separazione dei pezzi è eccellente e non richiede l'uso di colla. D'altro canto, bisogna prestare molta attenzione ai "nub marks", i segni lasciati dal distacco dei pezzi dallo sprue. A causa della finitura lucida delle plastiche rosse, questi segni sono particolarmente visibili e difficili da nascondere senza rovinare la superficie. Alcuni gate, inoltre, sono posizionati in punti scomodi e non sono "undergated" (nascosti sotto il pezzo).
La fragilità dell'inner frame si fa sentire anche durante l'assemblaggio. È necessario maneggiare le parti con cura, specialmente le articolazioni pre-assemblate, per evitare rotture. L'esperienza può quindi risultare snervante per i neofiti, mentre i modellisti più esperti potrebbero vederla come una sfida interessante, che richiede pazienza e qualche accorgimento extra, come l'uso di colla per fissare le parti più instabili.
Dotazione e Accessori
Il kit arriva con una dotazione di tutto rispetto. Troviamo il suo iconico fucile, lo scudo, due Beam Saber, due Beam Axe e un lanciagranate che può essere montato sotto il fucile o sullo scudo. Le Beam Axe possono essere combinate per formare la Beam Naginata e alloggiate all'interno dello scudo. La quantità di accessori permette diverse configurazioni, anche se, data l'instabilità del modello, fargli reggere le armi più pesanti può essere un'impresa. Oltre alle mani articolate tipiche dei primi RG (che risultano un po' piccole e fragili), è presente anche una mano sinistra aperta più solida.
Conclusione: Verdetto Finale
Il BANDAI RG 1/144 Sinanju è un kit controverso che divide la community. Da un lato, è innegabilmente uno dei Real Grade più belli mai prodotti, con una finitura superficiale e dettagli dorati che lo rendono un pezzo da novanta in qualsiasi collezione. Dall'altro, la sua instabilità strutturale cronica, dovuta a una scelta di design infelice per l'inner frame, lo rende un modello frustrante da posare e maneggiare. È un kit che si ama per come appare e si odia per come si comporta. Lo consigliamo? Sì, ma con riserva. È un acquisto quasi obbligato per gli amanti del design del Sinanju e per i modellisti esperti che non hanno paura di affrontare una sfida e che magari prevedono di esporlo in una posa statica su una base. Per i principianti o per chi cerca un modello solido e "divertente", forse è meglio guardare altrove.

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