Una svolta inaspettata per il Metaverso di Zuckerberg
Ciao a tutti, amici del web! Tenetevi forte, perché da casa Meta arriva una di quelle notizie che rimescolano le carte in tavola. Se fino a ieri pensavamo al metaverso come a un'esperienza legata a doppio filo con un visore per la realtà virtuale, oggi Mark Zuckerberg e il suo team ci dicono: "Fermi tutti, si cambia musica!". Con una mossa a sorpresa, Meta ha annunciato che la sua piattaforma sociale Horizon Worlds sta per intraprendere un percorso tutto nuovo, separandosi dalla divisione Quest VR per approdare in massa sui nostri smartphone. Esatto, avete capito bene: il metaverso diventa mobile!
A confermare questa rivoluzione è stata Samantha Ryan, vicepresidente dei contenuti di Reality Labs, la divisione di Meta che si occupa di realtà virtuale e aumentata. In una nota ufficiale che ha fatto il giro del mondo, Ryan ha spiegato senza troppi giri di parole il perché di questa decisione: "Il settore della realtà virtuale non è cresciuto tanto rapidamente quanto speravamo". Una presa di coscienza onesta, che segna un punto di svolta fondamentale nella strategia a lungo termine dell'azienda. L'obiettivo, ora, è quello di rendere l'esperienza di Horizon Worlds molto più accessibile, trasformandola in qualcosa di "quasi esclusivamente mobile".
Perché proprio il mobile? La sfida a Roblox e Fortnite è lanciata
La domanda sorge spontanea: perché abbandonare la strada maestra della VR, quella che sembrava la via predestinata per il metaverso? La risposta sta nei numeri e nel successo di altre piattaforme. Meta ha osservato attentamente giganti come Roblox e Fortnite, che hanno costruito imperi miliardari non su hardware costosi e di nicchia, ma sugli schermi che tutti noi abbiamo in tasca. Questi universi digitali offrono mondi creati dagli utenti, giochi, eventi sociali e la possibilità di monetizzare le proprie creazioni, il tutto a portata di tap sullo smartphone.
La nuova strategia di Meta, quindi, è chiara: posizionare Horizon Worlds come un diretto concorrente di questi colossi. L'idea è quella di sfruttare l'enorme base di utenti delle sue app social (Facebook, Instagram, vi dicono qualcosa?) per portare miliardi di persone all'interno dei suoi mondi virtuali. Come ha sottolineato la stessa Ryan, Meta si trova in una "posizione di forza per offrire giochi social sincroni su larga scala". In pratica, si passa da un ecosistema esclusivo e legato a un hardware specifico a un modello software accessibile a tutti, o quasi.
Questa non è una ritirata, ma un riposizionamento strategico enome. Dopo aver investito decine di miliardi di dollari nella divisione Reality Labs, Meta ha capito che per raggiungere la massa critica di utenti necessaria a rendere il suo metaverso sostenibile, doveva abbattere la barriera d'ingresso rappresentata dai visori VR.
E i visori Quest? Che ne sarà della Realtà Virtuale?
A questo punto, i possessori di un visore Meta Quest e gli appassionati di VR potrebbero sentirsi un po' spaesati. "Significa che Meta sta abbandonando la realtà virtuale?" La risposta è un sonoro no. Anzi, la separazione da Horizon Worlds potrebbe essere proprio la mossa giusta per dare nuovo slancio all'ecosistema Quest.
Meta ha tenuto a precisare che continuerà a investire pesantemente sia nello sviluppo di hardware VR che nel supporto agli sviluppatori di terze parti. Le parole di Samantha Ryan sono rassicuranti: l'azienda ha una "solida roadmap di futuri visori VR" pensati per diversi segmenti di pubblico. Inoltre, un dato interessante rivelato da Meta è che l'86% del tempo trascorso dalle persone con i loro visori è dedicato ad app di terze parti. Per questo, l'azienda vuole "raddoppiare gli sforzi sull'ecosistema degli sviluppatori VR", finanziandoli e supportandoli per creare giochi e app sempre più coinvolgenti.
Non solo, le voci su un nuovo visore Quest incentrato specificamente sul gaming si fanno sempre più insistenti. Lo stesso Andrew "Boz" Bosworth, CTO di Meta, ha confermato che ci sono nuovi dispositivi in cantiere, lasciando intendere che il futuro del gaming in VR per Meta è tutt'altro che al capolinea. Quindi, mentre Horizon Worlds prenderà la via del mobile, i visori Quest si concentreranno su ciò che sanno fare meglio: offrire esperienze immersive di alta qualità , soprattutto nel campo dei videogiochi.
Cosa ci aspetta: un futuro di mondi digitali a portata di mano
Questa svolta di Meta ci dice molto su come sta evolvendo il concetto stesso di metaverso. L'idea di un unico, grande mondo virtuale accessibile solo tramite VR sta lasciando il posto a una visione più fluida e multipiattaforma. I punti chiave di questa nuova fase sono:
- Accessibilità : Raggiungere il maggior numero di persone possibile attraverso i dispositivi che già usano quotidianamente.
- Socialità : Sfruttare le reti social esistenti per creare connessioni immediate all'interno delle nuove esperienze digitali.
- Contenuti generati dagli utenti: Dare agli utenti gli strumenti per creare e monetizzare i propri mondi e giochi, come già fanno con successo Roblox e Fortnite.
L'esperimento con le versioni mobile e web di Horizon Worlds, iniziato già negli anni passati, ha dato evidentemente i suoi frutti, mostrando un "impulso positivo" e una crescita degli utenti che ha convinto l'azienda a puntare tutto su questa strada.
Conclusione: Una mossa coraggiosa o un passo indietro?
Dal mio punto di vista, quella di Meta è una mossa tanto coraggiosa quanto necessaria. Ammettere che una strategia su cui si è puntato così tanto (cambiando persino il nome dell'azienda!) non sta dando i frutti sperati richiede una notevole dose di umiltà e visione a lungo termine. Invece di intestardirsi su un percorso che si stava rivelando troppo lento e dispendioso, hanno deciso di ricalibrare la rotta, andando a sfidare i leader del settore sul loro stesso terreno: il mobile. Non è un abbandono del metaverso, ma una sua profonda reinterpretazione. Potrebbe essere la scommessa giusta per trasformare finalmente un concetto affascinante ma ancora di nicchia in un fenomeno di massa. Staremo a vedere se questa "versione 2.0" della strategia di Meta riuscirà a convincere il grande pubblico, ma una cosa è certa: il futuro delle nostre interazioni digitali si preannuncia più interessante che mai.
