Meta cambia rotta: addio (parziale) al Metaverso, tutti i soldi sull'Intelligenza Artificiale. Cosa sta succedendo?

Sembra che la grande scommessa di Mark Zuckerberg sul Metaverso stia subendo una brusca frenata. Voci sempre più insistenti, confermate da testate come il New York Times, parlano di importanti licenziamenti nella divisione Reality Labs, quella che si occupa dei mondi virtuali. La nuova priorità? Sviluppare una "super intelligenza artificiale" che possa cambiare le nostre vite. Vediamo insieme cosa significa questo cambio di rotta e cosa ci aspetta nel futuro di Meta.
La notizia

Metaverso in pausa, Intelligenza Artificiale a tutto gas: la nuova era di Zuckerberg

Ciao a tutti, amici del blog! Tenetevi forte, perché da Menlo Park arrivano notizie che potrebbero cambiare radicalmente il futuro di Meta e, di conseguenza, un pezzetto del nostro futuro digitale. Vi ricordate quando, non molto tempo fa, Mark Zuckerberg ha cambiato il nome della sua azienda da Facebook a Meta, scommettendo tutto su un futuro fatto di avatar e mondi virtuali? Bene, sembra che quel futuro, almeno per ora, sia stato messo in stand-by. Le ultime indiscrezioni, riportate da colossi del giornalismo come Bloomberg e il New York Times, parlano chiaro: Meta sta tirando il freno a mano sul Metaverso per spingere sull'acceleratore dell'Intelligenza Artificiale.

La notizia che sta facendo il giro del mondo è quella di una nuova ondata di licenziamenti in arrivo per i Reality Labs, la divisione che si occupa proprio dello sviluppo del Metaverso e dei visori VR come il Quest. Si parla di un taglio di circa il 10% del personale, che si traduce in oltre 1.500 persone che dovranno lasciare l'azienda. Una decisione che, a quanto pare, verrà discussa in una riunione definita dal Direttore Tecnico di Meta, Andrew Bosworth, come "la più importante dell'anno", tanto da richiedere la presenza fisica di tutti i dipendenti. Questo la dice lunga sulla portata del cambiamento in atto.

Perché questo cambio di rotta improvviso? I conti non tornano

La risposta, come spesso accade in questi casi, sta nei numeri. E i numeri del Metaverso, finora, sono stati tutt'altro che entusiasmanti. Secondo le stime, dal 2021 la divisione Reality Labs avrebbe accumulato perdite per oltre 70 miliardi di dollari. Una cifra astronomica, che ha messo a dura prova la pazienza degli investitori e ha costretto Zuckerberg a rivedere le sue priorità. I visori per la realtà virtuale, pur essendo tecnologicamente avanzati, non hanno mai raggiunto una diffusione di massa, rimanendo un prodotto di nicchia. Insomma, la grande scommessa sul Metaverso non sta pagando come sperato.

Di contro, il settore dell'Intelligenza Artificiale è in piena esplosione. E Zuckerberg non ha nessuna intenzione di rimanere a guardare. Già nel corso del 2025, il CEO di Meta aveva iniziato a dirottare i fondi dai Reality Labs a favore del 'Tbd Lab', una nuova divisione focalizzata sullo sviluppo di una "super intelligenza artificiale". L'obiettivo è ambiziosissimo: creare un'intelligenza artificiale generale (AGI), capace di eguagliare e superare le capacità umane.

Il futuro si chiama "Super Intelligenza Personale" e Meta Compute

Zuckerberg non parla semplicemente di IA, ma di "super intelligenza personale" da portare a miliardi di persone. Un'idea affascinante e un po' inquietante, che mira a darci un assistente personale potentissimo, in grado di aiutarci in ogni aspetto della nostra vita. Per raggiungere questo traguardo, Meta sta investendo decine di miliardi di dollari in infrastrutture, in particolare in data center, i "cervelloni" che alimentano l'IA.

Proprio in questi giorni è stato lanciato il progetto Meta Compute, un'iniziativa per governare l'enorme espansione dell'infrastruttura necessaria a sostenere i futuri modelli di IA. Zuckerberg ha parlato di costruire infrastrutture per "decine di gigawatt" in questo decennio, una scala di consumo energetico che avvicina Meta a intere nazioni. Questo ci fa capire la portata epocale dell'investimento e della visione che l'azienda ha per il futuro.

E i prodotti? Occhiali smart sì, ma con calma

In questo scenario, che fine fanno i prodotti hardware come i visori e gli occhiali smart? La strategia sembra essere quella di ridimensionare la realtà virtuale (VR) per concentrarsi sulla realtà aumentata (AR) e sui dispositivi indossabili (wearable), che appaiono molto più promettenti. Un esempio su tutti sono i Ray-Ban Meta, gli occhiali intelligenti sviluppati in collaborazione con EssilorLuxottica.

Tuttavia, anche qui ci sono delle novità non proprio positive per noi europei. Durante il recente Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, Meta ha annunciato che i nuovi Ray-Ban Display, dotati di un piccolo schermo integrato, non saranno venduti, almeno per il momento, in Italia, Regno Unito, Francia e Canada. Il motivo? La domanda negli Stati Uniti è stata talmente alta da superare le capacità produttive, con liste d'attesa che si allungano per tutto il 2026. Dovremo quindi armarci di pazienza prima di poterli provare.

Conclusione: un futuro incerto ma affascinante

Cosa possiamo dire di fronte a questo terremoto in casa Meta? Da un lato, è innegabile una certa delusione per il rallentamento del Metaverso, un concetto che, nel bene e nel male, aveva acceso la fantasia di molti. Sembra che l'idea di una "casa nel metaverso" sia destinata a rimanere, per ora, un sogno. Dall'altro, la virata decisa verso l'intelligenza artificiale apre scenari tanto affascinanti quanto pieni di incognite. L'idea di una "super intelligenza" a nostra disposizione è potentissima, ma solleva anche interrogativi etici e di sicurezza non indifferenti, come ammesso dallo stesso Zuckerberg. Stiamo assistendo a un cambio di paradigma epocale, in cui la potenza di calcolo diventa il vero vantaggio strategico. Sarà interessante vedere se la nuova scommessa di Zuckerberg si rivelerà più redditizia della precedente. Una cosa è certa: il futuro che Meta sta costruendo sarà molto diverso da quello che immaginavamo solo un paio di anni fa.