Meryll Rogge debutta da Marni: a Milano un ritorno al futuro che profuma di origini

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  • schedule 28 Febbraio 2026
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La Milano Fashion Week ha un nuovo nome sulla bocca di tutti: Meryll Rogge. La designer belga ha presentato la sua prima collezione come direttrice creativa di Marni, segnando un emozionante ritorno alle radici del brand. Un debutto che promette di riportare i vestiti nella vita di tutti i giorni, con un tocco di intellettuale eccentricità.
La notizia

Milano, capitale della moda, ha trattenuto il fiato per uno dei momenti più attesi di questa Fashion Week: il debutto di Meryll Rogge alla direzione creativa di Marni. E l'attesa, possiamo dirlo, è stata ampiamente ripagata. La designer belga, nominata lo scorso luglio, ha presentato una collezione che è un vero e proprio manifesto programmatico: un ritorno alle origini del marchio fondato da Consuelo Castiglioni nel 1994, ma senza un'oncia di nostalgia. Un nuovo capitolo che vuole riconnettere Marni alla vita vera, quella di tutti i giorni.

Chi è Meryll Rogge, la nuova custode dell'anima di Marni

Ma facciamo un passo indietro. Per capire la portata di questo nuovo inizio, è fondamentale sapere chi è Meryll Rogge. Nata a Ghent, in Belgio, e formatasi alla prestigiosa Accademia Reale di Anversa, Rogge non è un nome nuovo nel settore. La sua carriera è un percorso costellato di esperienze di altissimo livello: prima a New York, nel team creativo di un gigante come Marc Jacobs, e poi di nuovo in Belgio, come braccio destro di un maestro del calibro di Dries Van Noten, dove ha guidato il design della linea femminile. Nel 2020, ha lanciato il suo brand omonimo, facendosi notare per uno stile capace di mescolare con audacia sartorialità maschile e classici da sera femminili.

Il suo legame con Marni, però, non è solo professionale, ma profondamente personale. La stilista ha raccontato un aneddoto che la dice lunga sul suo amore per il brand: con il suo primo stipendio da assistente di Marc Jacobs, corse a comprarsi un paio di sandali Marni con plateau in legno. "Consuelo Castiglioni è una parte fondamentale della mia fashion education", ha dichiarato, e la sua sfilata di debutto è stata la prova tangibile di questa profonda ammirazione.

Dal massimalismo di Risso alla "quotidianità creativa" di Rogge

Meryll Rogge raccoglie un'eredità importante, quella di Francesco Risso, che per quasi un decennio ha guidato Marni su sentieri avanguardistici e massimalisti, con sfilate-evento e un'estetica esplosiva e concettuale. Risso ha spinto il marchio verso nuovi orizzonti culturali, ringiovanendolo e conquistando un nuovo pubblico. La visione di Rogge, invece, sembra voler operare una sintesi, un riallineamento. Come ha spiegato lei stessa, l'obiettivo è "riportare i capi alla vita, quella quotidiana". Un'idea che suona come musica per le orecchie di chi ha sempre amato Marni per la sua capacità di creare abiti speciali ma indossabili, eccentrici ma funzionali.

Questo non significa un ritorno al passato fine a se stesso. L'intento, chiarito dalla designer, è quello di "evolvere senza nostalgia il DNA del marchio in un nuovo capitolo della sua storia". Una sfida complessa che la prima collezione sembra aver centrato in pieno.

La collezione FW26: un dialogo tra archivio e presente

In passerella si è vista una collezione co-ed (uomo e donna insieme) che è un omaggio intelligente e sentito ai codici stilistici di Consuelo Castiglioni. L'atmosfera generale è quella di una ritrovata "eccentricità controllata". Ecco alcuni degli elementi che ci hanno conquistato:

  • Le silhouette e i materiali: Cappottini al ginocchio in shearling e maglia maculata, gonne a matita impreziosite da paillettes giganti, cardigan con zip sportive e maglie tricot con inserti metallici.
  • Dettagli inaspettati: Gonne in ciré con moschettoni da montagna, pelle traforata che imita la broderie anglaise, pantaloni con bande laterali dipinte a mano e abiti in organza con delicati fiori in carta di riso.
  • Un tocco di Anni '90: Si respira un'aria che ricorda il Marni di fine anni '90 e inizio 2000, con abiti a trapezio, colli a imbuto e un sapiente gioco di layering.
  • Il ritorno degli accessori iconici: La gioielleria artistica è di nuovo protagonista, così come due icone assolute del brand: il sandalo Fussbett e la borsa Trunk, reinterpretati con dettagli freschi e contemporanei.

La nuova direttrice creativa, che si è trasferita a Milano con la famiglia, ha confessato di essere stata ispirata dall'eleganza naturale della città. E questa ispirazione si traduce in una collezione pensata per persone reali, che si appropriano dei loro abiti con creatività e personalità.

Conclusione: Il futuro promettente di Marni

Il debutto di Meryll Rogge da Marni è più di una semplice sfilata. È una dichiarazione d'intenti chiara e potente. In un'industria della moda spesso dominata da eccessi e clamore, la scelta di puntare su una bellezza indossabile, intelligente e ricca di personalità è un segnale forte. Rogge non ha rinnegato il passato recente, ma ha scelto di riconnettersi all'essenza più profonda del marchio, a quell'equilibrio magico tra arte e portabilità che ne decretò il successo iniziale. La sua visione sembra voler dire: la moda può essere straordinaria anche (e soprattutto) quando dialoga con la nostra vita di ogni giorno. Questo nuovo capitolo di Marni è appena iniziato, ma le premesse sono quelle di una storia bellissima, tutta da leggere e, soprattutto, da indossare.