John Lennon: L'Ultima Intervista Rivive a Cannes tra Emozione e Polemiche sull'IA

  • person Enric
  • schedule 25 Maggio 2026
  • sellnews
Presentato in prima mondiale al Festival di Cannes, il documentario di Steven Soderbergh "John Lennon: The Last Interview" fa rivivere le ultime, profetiche parole dell'ex Beatle. Realizzato in collaborazione con Meta, il film unisce l'audio originale a un montaggio di immagini d'archivio e animazioni create con l'intelligenza artificiale, scatenando un acceso dibattito. Un viaggio emozionante e controverso nella mente di un'icona, a poche ore dal suo tragico destino.
La notizia

Sembra quasi di sentirlo ancora qui, con la sua voce pacata e le sue idee rivoluzionarie. "John Lennon è vivo e lotta insieme a noi", verrebbe da dire dopo aver assistito alla prima mondiale del documentario "John Lennon: The Last Interview" di Steven Soderbergh, un evento che ha scosso il Festival di Cannes. Questo non è solo un film, ma un'esperienza quasi mistica, un'immersione totale nelle ultime ore di lucidità e speranza di un'icona immortale. Realizzato in collaborazione con Meta, il progetto utilizza l'audio originale dell'ultima, celebre intervista rilasciata da Lennon l'8 dicembre 1980, poche ore prima che la sua vita venisse spezzata da un colpo di pistola davanti al Dakota Building di New York.

Un'Intervista che è un Testamento Spirituale

L'intervista, concessa a una piccola troupe della stazione radiofonica KFRC di San Francisco per promuovere l'album "Double Fantasy", è già nota ai fan più accaniti e si può facilmente trovare online. Tuttavia, l'operazione di Soderbergh va ben oltre la semplice riproposizione. Il regista intreccia la voce di John, e quella di Yoko Ono, con un flusso di immagini pubbliche e private, frammenti di filmati, spezzoni di concerti e fotografie iconiche, come quelle scattate quello stesso giorno da Annie Leibovitz per Rolling Stone. Il risultato è un'opera che mette i brividi, un viaggio emozionante che amplifica la portata quasi messianica delle parole di Lennon.

A quasi cinquant'anni di distanza, le sue riflessioni sulla politica, sulla paternità, sul femminismo, sul senso dell'arte e sull'importanza di una vita al di fuori del lavoro suonano spaventosamente attuali. Frasi come "Non abbiamo bisogno di leader guida popolo, di politici ipnotizzanti dai poteri soprannaturali, perché siamo noi, con le nostre comunità, con la società civile responsabili di migliorare il mondo, di vivere in pace", sembrano scritte oggi. Parole che ci fanno chiedere, con un velo di malinconia, cosa sarebbe diventato John Lennon, assassinato a soli 40 anni, nel pieno della sua maturità intellettuale.

L'Uomo Dietro la Leggenda: Il "Casalingo" John

Il documentario ci restituisce un ritratto intimo e inedito di Lennon. Non solo l'artista, ma l'uomo, il padre, il marito. Scopriamo un John "casalingo", come amava definirsi, che racconta con orgoglio la sua nuova routine quotidiana dedicata al figlio Sean.

  • La sveglia all'alba: "Mi alzo alle 6, caffè e sigaretta, preparo il breakfast per Sean".
  • L'educazione del figlio: "Gli concedo qualche cartone animato come Sesame Street ma non la pubblicità perché ipnotizza su zuccheri e junk food".
  • Un padre presente: "Ho scelto di dedicarmi alla crescita di Sean prima di una nuova canzone, penso che il lavoro non debba essere totalizzante".

Parole che, pronunciate nel 1980, delineano una visione della paternità e del rapporto tra vita e lavoro incredibilmente moderna. Emerge anche il profondo amore e la simbiosi intellettuale con Yoko Ono, definita una "workaholic" sempre al lavoro, ma anche la donna che ha avuto su di lui la stessa potenza creativa che aveva caratterizzato il suo rapporto con Paul McCartney ai tempi dei Beatles.

Il Dibattito sull'Intelligenza Artificiale

La scelta di Soderbergh di utilizzare l'intelligenza artificiale per creare alcune sequenze visive, soprattutto per illustrare i passaggi più astratti e filosofici dell'intervista, ha inevitabilmente acceso un forte dibattito. Il regista ha precisato che l'IA costituisce circa il 10% del film e l'ha definita una forma di "surrealismo tematico", uno strumento per creare immagini metaforiche che accompagnassero il tono visionario della conversazione. Nonostante le critiche di alcuni, che hanno trovato queste sequenze "distraenti" o "inutili", Soderbergh ha difeso la sua scelta, sostenendo che fosse l'unico modo per visualizzare concetti che non avevano un corrispettivo in immagini d'archivio. Anche il figlio di Lennon, Sean, pur ammettendo i rischi dell'operazione, ha indirettamente appoggiato il progetto, definendolo in una lettera letta a Cannes "più di un documentario, di fatto una lunga canzone" del padre. Addirittura, Sean ha ipotizzato che il padre, sempre affascinato dalle nuove tecnologie, avrebbe voluto sperimentare con l'IA.

Un Materiale Umano Incredibile

In sala a Cannes, quasi a chiudere un cerchio, era presente anche Peter Jackson, fresco di Palma d'Oro d'onore e regista del monumentale "Get Back", il documentario che ha svelato il backstage di "Let It Be". Entrambe le opere, seppur diversissime, attingono a quel materiale musicale e umano incredibile che sono stati i Beatles, dimostrando come, anche a decenni di distanza, ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire e raccontare.

Al di là degli aspetti commerciali e delle polemiche tecnologiche, "John Lennon: The Last Interview" ci lascia con la sensazione agrodolce di aver passato del tempo con un uomo felice, pieno di speranza e proiettato verso il futuro, un futuro che purtroppo gli è stato negato solo poche ore dopo.

Conclusione

Personalmente, credo che il valore di questo documentario superi di gran lunga il dibattito, seppur legittimo, sull'uso dell'intelligenza artificiale. Ascoltare la voce di Lennon, così calma e lucida, mentre parla del suo amore per la famiglia, della sua ritrovata pace interiore e dei suoi sogni per gli anni '80, è un'esperienza profondamente toccante. La consapevolezza di ciò che accadrà di lì a poco trasforma ogni sua parola in un testamento involontario, un ultimo, prezioso messaggio lasciato all'umanità. Soderbergh ha avuto il merito di creare un contesto visivo che, con i suoi pregi e i suoi difetti, amplifica la potenza di quel messaggio. E ci ricorda, ancora una volta, la grandezza non solo dell'artista, ma dell'uomo che ha osato immaginare un mondo diverso e che, con le sue canzoni e le sue idee, continua a ispirarci a lottare per realizzarlo.