Amici appassionati di tecnologia e innovazione, tenetevi forte! Oggi vi racconto una storia che ha il sapore di una vittoria inaspettata, di quelle che ci fanno gonfiare il petto d'orgoglio. Una storia che parla di ingegno, creatività e della straordinaria capacità del nostro Paese di stupire. Nonostante un leggero e quasi fisiologico calo nel numero di domande di brevetto presentate, l'Italia ha compiuto una vera e propria impresa: entrare nella Top 10 mondiale e piazzarsi al quarto posto nell'Unione Europea. A rivelarlo è il prestigioso Technology Dashboard 2025, il report annuale dell'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) che fino all'anno scorso conoscevamo come Patent Index.
Pensate, in un anno da record per l'EPO, che ha visto superare per la prima volta la soglia delle 200.000 domande di brevetto (per la precisione 201.974, con un aumento del +1,4% rispetto al 2024), l'Italia ha saputo non solo tenere botta, ma addirittura migliorare la sua posizione. Mentre altri colossi europei come Germania e Francia segnavano il passo, il nostro Paese ha dimostrato una resilienza incredibile. Ma andiamo a vedere insieme i dettagli di questa entusiasmante scalata.
I numeri del successo italiano
Nel corso del 2025, le menti brillanti di aziende e centri di ricerca italiani hanno depositato un totale di 4.767 domande di brevetto. Certo, a prima vista il dato segna un piccolo calo del -1,8% rispetto all'anno precedente, una flessione che si è registrata per il secondo anno consecutivo. Ma è qui che arriva il bello: nonostante questo, siamo riusciti a scavalcare la Svezia e a guadagnare una posizione sia nella classifica globale, passando dall'undicesimo al decimo posto, sia in quella europea, salendo dal quinto al quarto. Davanti a noi, nell'UE, solo giganti come Germania, Francia e Paesi Bassi.
Come ha sottolineato all'ANSA Roberta Romano Götsch, Chief Sustainability Officer dell'EPO, questi dati sono preziosissimi perché "permettono di poter osservare in anticipo quel che vedremo poi sul mercato, generalmente di 2 o 3 anni, e identificare i settori in maggiore crescita". E a giudicare da questi numeri, il futuro dell'innovazione Made in Italy si preannuncia più che roseo.
I motori dell'innovazione: trasporti e automotive in pole position
Ma quali sono i settori che trainano questa ondata di creatività? A guidare la carica è, ancora una volta, il settore dei trasporti e dell'automotive, che si conferma il più innovativo del Paese con ben 451 domande di brevetto. Un dato ancora più significativo se si pensa che questo campo ha registrato una crescita dello 0,4% in Italia, andando in netta controtendenza rispetto al calo generale osservato a livello europeo.
Subito dopo, troviamo settori che rappresentano il cuore pulsante della nostra manifattura avanzata:
- Handling (tecnologie per la manipolazione, l'imballaggio e la logistica): 411 domande.
- Altre macchine speciali (che include anche la stampa 3D): 312 domande.
- Ingegneria civile: 296 domande, con un balzo impressionante del +10% rispetto al 2024.
È interessante notare come l'ingegneria civile abbia superato il settore delle tecnologie mediche, che scende al quinto posto con 270 domande.
Le eccellenze del territorio: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sul podio
Quando si parla di innovazione, la geografia conta. E in Italia, il podio delle regioni più creative è saldamente occupato da Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La Lombardia, nonostante un leggero calo, si conferma la regina indiscussa con 1.352 domande, rappresentando da sola il 28,4% del totale nazionale. Seguono l'Emilia-Romagna con 1.022 domande (in forte crescita del 10,8%) e il Veneto con 619.
Anche a livello di città, la leadership è chiara: Milano si conferma la capitale dell'ingegno italiano con 561 domande, posizionandosi addirittura al 16° posto tra le città più innovative d'Europa. A seguire troviamo Torino (213 domande), Roma (208), Modena (192) e Bologna (168).
I campioni dell'innovazione: aziende e centri di ricerca
Dietro ogni brevetto ci sono persone, idee e, naturalmente, aziende e istituzioni che investono in ricerca e sviluppo. E anche qui, l'Italia sfodera i suoi campioni. Tra le aziende, il podio è occupato da nomi che sono sinonimo di eccellenza nel mondo:
- Coesia: 179 domande
- Ferrari: 151 domande
- Iveco Group: 68 domande
In particolare, Ferrari si distingue non solo per il numero di brevetti, ma anche per essersi piazzata all'ottavo posto mondiale tra i produttori di automobili più innovativi. La top 5 italiana è completata da Pirelli, Chiesi Farmaceutici e Leonardo.
Ma l'innovazione non è solo appannaggio delle grandi imprese. Un ruolo fondamentale è giocato dalla ricerca pubblica. E qui, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) si conferma una vera e propria eccellenza, primo tra i centri di ricerca in Italia e tra i primi 15 in tutta Europa. Un risultato straordinario che testimonia la qualità e la vitalità del nostro sistema di ricerca.
Conclusione: uno sguardo al futuro
Cosa ci dice, in fondo, questa scalata nella classifica dei brevetti? Ci dice che l'Italia, nonostante le sfide e le difficoltà, ha un motore creativo che non solo non si ferma, ma sa anche accelerare quando serve. Il lieve calo numerico delle domande non deve spaventare; al contrario, il miglioramento nel posizionamento relativo dimostra che la qualità e l'impatto delle nostre innovazioni sono in crescita. Stiamo brevettando meno, forse, ma stiamo brevettando meglio. Questo risultato è un'iniezione di fiducia per tutto il sistema-Paese. Ci ricorda che l'ingegno, la capacità di risolvere problemi complessi e di creare valore attraverso nuove idee sono da sempre nel nostro DNA. La sfida, ora, è continuare a investire in ricerca, a sostenere le nostre imprese più innovative e a fare in modo che i nostri talenti possano continuare a trasformare la creatività in progresso concreto, per tutti.
