Emporio Armani, la prima sfilata senza il Re: "Maestro", un omaggio giovane e frizzante che guarda al futuro

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  • schedule 1 Marzo 2026
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La settimana della moda milanese ha vissuto un momento storico con la prima sfilata di Emporio Armani dopo la scomparsa di Re Giorgio. La collezione, intitolata "Maestro", è un tributo al fondatore ma anche un coraggioso passo in avanti, firmato a quattro mani da Silvana Armani e Leo Dell'Orco. Un dialogo tra maschile e femminile, tra rigore british e dinamismo urbano, che ha conquistato tutti, da un parterre di campioni olimpici a star internazionali.
La notizia

C'era un'emozione palpabile nell'aria, un misto di rispetto, attesa e una punta di malinconia. La sfilata di Emporio Armani per l'autunno/inverno 2026-27 non è stata una semplice presentazione di moda, ma un vero e proprio passaggio di testimone, il primo atto di un nuovo capitolo per uno dei marchi più iconici del Made in Italy. Dopo la scomparsa del fondatore, il leggendario Giorgio Armani, lo scorso settembre, tutti gli occhi erano puntati su Silvana Armani e Leo Dell'Orco, i due creativi che hanno raccolto la sua immensa eredità. E la risposta è arrivata forte e chiara dalla passerella: un omaggio al "Maestro", come recita il titolo della collezione, ma con uno sguardo fresco, giovane e decisamente proiettato al futuro.

Un dialogo a quattro mani: l'eredità e l'innovazione

Per la prima volta, Silvana Armani, responsabile della linea donna, e Leo Dell'Orco, a capo dell'uomo, hanno lavorato insieme, creando una collezione co-ed che ha sfilato all'Armani Silos, un luogo caro allo stilista. Il risultato è un dialogo continuo e fluido tra il guardaroba maschile e quello femminile, un gioco di specchi in cui i capi si somigliano, si scambiano e si fondono. L'ispirazione, come hanno spiegato i due designer, è quella di una scuola di musica, un conservatorio dove giovani talenti studiano per diventare maestri d'orchestra, sotto la guida ideale, ovviamente, di Giorgio Armani. Questa metafora si traduce in una collezione che bilancia magistralmente disciplina e libertà, regola e spontaneità.

Il rigore sartoriale, un marchio di fabbrica di Armani, c'è tutto, ma viene reinterpretato con una nuova energia. "Siamo riusciti a dare continuità ad Armani, però con l'aggiunta di qualcosina che magari lui non avrebbe messo, però penso che sarebbe contento", ha commentato a caldo Silvana Armani. E Leo Dell'Orco ha aggiunto: "La collezione era un po' più giovane, con qualche tacco in più e più frizzante, penso che avrete apprezzato questa evoluzione". Un'evoluzione che non tradisce, ma rinnova, portando una ventata di freschezza credibile e contemporanea.

Lo stile "Maestro": tra suggestioni British e dinamismo urbano

Ma in cosa si traduce concretamente questo nuovo corso? In un guardaroba che mescola con disinvoltura suggestioni british e un'anima profondamente urbana e italiana. Ecco allora sfilare:

  • Tessuti inglesi: il tweed, il check, il principe di Galles diventano protagonisti su trench leggeri, blouson e giacche. Ma, come sottolineato da Dell'Orco, sono tessuti inglesi "con mano italiana", ovvero resi più leggeri e fluidi.
  • Capi iconici rivisitati: il gilet, il frac e i berretti da "newsboy" evocano un'eleganza tradizionale, quasi accademica, ma vengono indossati con una disinvoltura tutta nuova. I cappotti sono tagliati come frac, le giacche mono e doppiopetto si portano con bermuda ampi e con le pinces.
  • Il denim protagonista: il jeans viene trattato come un tessuto sartoriale, impreziosito persino da ricami di cristalli che decorano camicie e pantaloni, dimostrando una versatilità inaspettata.
  • Nuove silhouette: nasce una nuova idea di abito, dall'abbinamento di camicie ampie e pantaloni corti, da portare con audaci stivali-calza dal tacco alto. Per la donna, minigonne a pieghe si abbinano a parigine e mocassini, creando un look sbarazzino e giovane.

La palette cromatica è un'onda fluida di beige, greige e grigi che si fondono in una scala di marroni, interrotta dall'iconico blu Armani e da accenti di rosso e viola. I materiali sono tattili e corposi: dalla ciniglia alla pelle effetto used, fino ai montoni a pelo lungo.

Un parterre de rois: sport e spettacolo per l'ultimo saluto

A rendere ancora più speciale l'evento, un parterre d'eccezione. In prima fila, quasi a voler omaggiare il "Maestro" che li ha vestiti per le Olimpiadi, c'erano tutti i campioni di Milano Cortina 2026. Nomi che hanno fatto sognare l'Italia, come Arianna Fontana, le biatlete Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, la coppia del curling Amos Mosaner e Stefania Constantini, i danzatori sul ghiaccio Charlène Guignard e Marco Fabbri, il pattinatore Matteo Rizzo e la snowboarder Michela Moioli. Un tributo commovente da parte del mondo dello sport, da sempre legato a doppio filo con lo stile di Giorgio Armani.

Ma non solo. Accanto agli atleti, sedevano star internazionali e volti noti della musica italiana. I Global Fragrance ambassador di Emporio Armani, l'attrice Kendall Jenner e l'attore Nicholas Galitzine, hanno catalizzato i flash dei fotografi, insieme ai cantanti Elodie, Blanco e Tananai, a conferma del forte legame del brand con le nuove generazioni e il mondo dello spettacolo.

Conclusione: uno sguardo al futuro nel segno del Maestro

La prima sfilata dell'era post-Giorgio Armani non ha deluso le aspettative, anzi. Silvana Armani e Leo Dell'Orco hanno dimostrato di avere le idee chiare: rispettare il DNA del marchio, quell'equilibrio inconfondibile tra eleganza e modernità, infondendogli però una nuova linfa vitale. La collezione "Maestro" è la prova che si può guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. È un messaggio di continuità, ma anche di coraggiosa evoluzione. Il "Maestro" avrebbe senza dubbio apprezzato questa sinfonia a quattro mani, un racconto di stile che parla ai giovani senza perdere la sua innata classe. La musica di Emporio Armani continua a suonare, con nuove note, ma con la stessa, inconfondibile, armonia.