Emergency lancia "Irresponsabili": la campagna con Elio Germano che capovolge il significato di pace

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  • schedule 29 Dicembre 2026
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Con l'inizio del 2026, Emergency, in collaborazione con l'agenzia Ogilvy, lancia una nuova e potente campagna di comunicazione intitolata "Irresponsabili". Protagonista del cortometraggio è l'attore Elio Germano, che con un monologo intenso ribalta gli insulti rivolti ai manifestanti per la pace, trasformandoli in un elogio alla partecipazione e all'impegno civile. Un messaggio forte per un anno nuovo all'insegna della pace e dei diritti.
La notizia

Amici lettori, tenetevi pronti perché l'inizio del 2026 porta con sé una ventata di riflessione potente e necessaria. Avete presente quelle parole che a volte sentiamo, o leggiamo, rivolte a chi scende in piazza per manifestare? Termini come "incivili", "lavativi", "irresponsabili". Ebbene, Emergency, la celebre organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada, ha deciso di prendere proprio queste etichette offensive e di ribaltarle completamente. Come? Con un cortometraggio intenso e toccante intitolato, non a caso, "Irresponsabili".

Questa nuova campagna, realizzata in stretta collaborazione con la nota agenzia creativa Ogilvy, non è solo un augurio per l'anno nuovo, ma un vero e proprio invito all'azione, alla partecipazione. Un modo per dire a tutti noi che non dobbiamo mai smettere di far sentire la nostra voce, soprattutto quando si tratta di temi cruciali come la pace e i diritti umani.

Elio Germano: la voce degli "Irresponsabili"

A dare voce e volto a questo messaggio potente è uno degli attori più intensi e apprezzati del nostro cinema: Elio Germano. Attraverso un monologo che va dritto al cuore, Germano smonta pezzo per pezzo la retorica denigratoria usata contro i manifestanti. Le sue parole trasformano gli insulti in medaglie al valore civile:

  • Gli "irresponsabili" diventano coloro che, pur non avendo la responsabilità diretta di una guerra, si sentono comunque in dovere di agire e non voltano lo sguardo dall'altra parte.
  • I "provocatori" sono coloro che hanno il coraggio di "provocare" domande, di stimolare il dibattito, di innescare un cambiamento.
  • Gli "estremisti", infine, sono semplicemente coloro che hanno compreso fino in fondo che c'è un "bisogno estremo di pace".

Un capovolgimento di prospettiva geniale e necessario, che ci spinge a guardare oltre l'etichetta e a cogliere l'essenza di chi, oggi più che mai, sceglie di non rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie del mondo.

Un omaggio a Gino Strada e un invito alla coscienza collettiva

Il messaggio della campagna si lega in modo indissolubile all'eredità e alle parole del fondatore di Emergency, l'indimenticabile Gino Strada. La sua celebre frase, "non è mai troppo tardi per far sentire la nostra voce di cittadini del mondo", risuona con forza in questo filmato, diventando un faro che guida l'azione e l'impegno dell'organizzazione. È un invito a non subire passivamente la guerra, che sia nel nostro paese o in terre lontane, ma a promuovere attivamente una cultura di pace.

Il montaggio del film, volutamente essenziale e diretto, ne amplifica la potenza narrativa. Vediamo i luoghi della nostra quotidianità – uffici, scuole, fabbriche – improvvisamente vuoti. Un'immagine simbolica fortissima, che vuole sottolineare come, in determinati momenti, la vera vita, il vero senso di comunità, si trovi altrove: nelle piazze, dove una coscienza collettiva si risveglia e si esprime. Un fenomeno globale che, come sottolinea Emergency, non può e non deve essere ignorato.

Diffusione e obiettivi della campagna

Il film "Irresponsabili" non è destinato a rimanere un prodotto di nicchia. La sua distribuzione è partita il 28 dicembre ed è capillare: è visibile sui canali social di Emergency a livello internazionale e trasmesso anche in televisione. L'obiettivo è chiaro: raggiungere il maggior numero di persone possibile, stimolare una riflessione profonda e inaugurare il 2026 sotto il segno della partecipazione attiva. Emergency si chiede, e ci chiede, perché spesso ci si indigni più per chi manifesta pacificamente contro la guerra che per la guerra stessa. Una domanda scomoda, ma assolutamente centrale nel dibattito pubblico contemporaneo.

Conclusione: un punto di vista

In un mondo sempre più assordato dal rumore di fondo della disinformazione e dell'indifferenza, campagne come "Irresponsabili" sono più che benvenute: sono necessarie. Sono un pugno nello stomaco, uno scossone alle nostre coscienze troppo spesso addormentate. L'idea di ribaltare il linguaggio, di trasformare l'insulto in un titolo di merito, è una mossa comunicativa brillante e coraggiosa. Ci ricorda che le parole hanno un peso e che sta a noi decidere quale significato dare alle nostre azioni. Essere "irresponsabili", in questo contesto, diventa un atto di suprema responsabilità: quella verso l'umanità intera. È l'augurio più bello che potessimo ricevere per questo 2026: quello di essere tutti, orgogliosamente, degli "irresponsabili" costruttori di pace.