Elon Musk contro l'UE: "È il Quarto Reich". Scontro totale dopo la maxi-multa a X

Una multa da 120 milioni di euro da parte di Bruxelles ha scatenato l'ira di Elon Musk. Il patron di X (ex Twitter) ha paragonato l'Unione Europea al "Quarto Reich", ha chiuso lo spazio pubblicitario della Commissione e ha dato il via a una guerra digitale senza precedenti. Dall'altra parte, l'Europa difende le sue regole e lancia una campagna social in difesa dei propri valori. Ecco tutti i dettagli di uno scontro che sta ridefinendo i rapporti tra politica e tecnologia.
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Bruxelles, Belgio - Sembrava una questione di regole, ma è diventata una vera e propria guerra ideologica. Lo scontro tra Elon Musk e l'Unione Europea ha raggiunto un nuovo, incandescente livello. Tutto è iniziato con una decisione senza precedenti da parte della Commissione Europea che, il 5 dicembre 2025, ha inflitto una multa da 120 milioni di euro a X (la piattaforma che un tempo conoscevamo come Twitter) per violazioni del nuovo Digital Services Act (DSA). La reazione del vulcanico miliardario non si è fatta attendere, trasformando una sanzione amministrativa in un caso politico globale che sta infiammando il dibattito sulla libertà di espressione, il potere delle Big Tech e il futuro di internet.

La Scintilla: Una Multa Storica da 120 Milioni di Euro

Per la prima volta, l'Unione Europea ha usato i muscoli del Digital Services Act (DSA), il nuovo regolamento pensato per mettere ordine nel "far west digitale". E il primo a farne le spese è stato proprio Elon Musk. La sanzione, frutto di un'indagine avviata quasi due anni prima, nel dicembre 2023, colpisce X su tre fronti principali, tutti legati alla mancanza di trasparenza:

  • Spunte Blu Ingannevoli (45 milioni di euro): Secondo la Commissione, il sistema di verifica a pagamento, la famosa "spunta blu", è fuorviante. Invece di certificare l'autenticità di un account, è diventato un semplice servizio a pagamento accessibile a chiunque, esponendo gli utenti a rischi di truffe e impersonificazioni.
  • Archivio Pubblicitario Non Conforme (35 milioni di euro): Bruxelles ha contestato la mancanza di un archivio trasparente e facilmente consultabile delle inserzioni pubblicitarie sulla piattaforma, uno strumento ritenuto essenziale per monitorare la propaganda politica e le pubblicità ingannevoli.
  • Accesso ai Dati Negato ai Ricercatori (40 milioni di euro): X è stata accusata di ostacolare l'accesso ai dati pubblici da parte di ricercatori indipendenti, impedendo di fatto uno studio approfondito sul funzionamento degli algoritmi e sulla diffusione di disinformazione.

La decisione di Bruxelles è un messaggio forte e chiaro a tutte le grandi piattaforme online: in Europa le regole si rispettano. "La conformità al Digital Services Act (Dsa) non è un optional ma è obbligatorio", ha dichiarato il ministero degli Esteri francese, plaudendo alla decisione. Ora X ha 60 giorni per rimediare alla questione delle spunte blu e 90 per sistemare l'archivio pubblicitario e l'accesso ai dati.

La Reazione Furente di Musk: "L'UE è il Quarto Reich"

La risposta di Elon Musk non è stata solo dura, è stata esplosiva. In una serie di post infuocati su X, il miliardario ha lanciato un attacco frontale alle istituzioni europee. Ha prima auspicato che "l'UE andrebbe abolita per restituire la sovranità alle singole nazioni". Poi, ha alzato il tiro in modo scioccante.

Il 7 dicembre, Musk ha ricondiviso un post che mostrava una bandiera nazista con una svastica emergere da sotto la bandiera blu stellata dell'Unione Europea, accompagnato dalla scritta "Il Quarto Reich". Il commento di Musk? Un laconico ma pesantissimo "praticamente". Un paragone che ha provocato un'ondata di sdegno in tutto il continente, evocando le pagine più buie della storia europea.

Questa offensiva verbale è stata accompagnata da una mossa concreta: la "vendetta" digitale. Il responsabile della strategia di X, Nikita Bier, ha annunciato la chiusura dell'account pubblicitario della Commissione Europea. L'accusa? Aver "sfruttato un exploit" – una falla tecnica nell'Ad Composer della piattaforma – per pubblicare un link camuffato da video e "gonfiarne artificialmente la portata". Una mossa che Musk e i suoi hanno presentato come una giusta punizione per chi non rispetta le regole, proprio quelle che l'UE accusa X di violare.

La Difesa di Bruxelles e la Contro-Offensiva Social: #ThisIsMyFlag

La Commissione Europea ha rispedito al mittente le accuse di X, rivendicando l'uso "in buona fede" degli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma stessa. Un portavoce ha inoltre sottolineato un dettaglio non da poco: Bruxelles ha sospeso ogni forma di pubblicità a pagamento su X già da ottobre 2023, rendendo la chiusura dell'account pubblicitario una mossa puramente simbolica.

Ma la risposta più forte all'attacco di Musk non è arrivata dai palazzi del potere, bensì dalla rete stessa. In reazione al paragone con il nazismo, è esplosa su X una campagna spontanea all'insegna dello slogan 'This is my flag'. Cittadini, funzionari, diplomatici e personalità di spicco hanno iniziato a postare la bandiera blu a dodici stelle come simbolo di difesa dei valori europei: unità, pace, democrazia e stato di diritto. Un controcanto europeista che ha trasformato il vessillo dell'Unione in un emblema di resistenza digitale.

Uno Scontro Geopolitico

La vicenda ha rapidamente superato i confini europei, diventando un caso geopolitico. Dagli Stati Uniti, esponenti repubblicani vicini a Donald Trump, come il senatore JD Vance e Marco Rubio, si sono schierati con Musk, definendo la multa un "attacco politico" alla libertà di parola e alle aziende americane. Questa narrazione vede le regole europee non come una tutela per i cittadini, ma come un tentativo di imporre la censura su scala globale.

D'altro canto, Bruxelles, con la sua responsabile per il digitale Henna Virkkunen, ribadisce che non si tratta di censura, ma di trasparenza. L'obiettivo del DSA, e della multa a X, è garantire che gli utenti sappiano con chi stanno interagendo e chi sta cercando di influenzarli tramite la pubblicità.

Conclusione: Chi Scriverà le Regole del Futuro?

Al di là delle provocazioni e delle battaglie social, lo scontro tra Elon Musk e l'Unione Europea pone una domanda fondamentale: chi governerà il futuro di internet? Da un lato, c'è la visione di Musk, un paladino dell'assolutismo della libertà di parola che vede ogni regolamentazione come un'inaccettabile forma di censura. Dall'altro, c'è il modello europeo, che cerca di bilanciare la libertà con la responsabilità, imponendo alle piattaforme digitali obblighi di trasparenza per proteggere gli utenti e la democrazia stessa. Questa non è solo una multa. È il primo, rumoroso capitolo di una saga che definirà il nostro mondo digitale per gli anni a venire. E, che ci piaccia o no, ne siamo tutti protagonisti.