Claudio Villa: 100 anni di un Reuccio indimenticabile, la voce di Roma che conquistò il mondo

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  • schedule 1 Gennaio 2026
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A cento anni dalla sua nascita, celebriamo la vita e la carriera di Claudio Villa, il "Reuccio" della canzone italiana. Un viaggio tra i trionfi a Sanremo, le quasi tremila canzoni incise, una vita sentimentale degna di un romanzo e un carattere indomito che lo ha reso una leggenda indimenticabile della nostra musica.
La notizia

C'è qualcosa di magico e quasi predestinato nel nascere il primo giorno dell'anno. E forse, per Claudio Villa, all'anagrafe Claudio Pica, non poteva essere altrimenti. Il primo gennaio 2026 segna il centenario della nascita di una delle voci più potenti e riconoscibili della musica italiana, un artista dalla personalità straripante, un vero "larger than life" come direbbero gli americani. Nato nel cuore pulsante di Roma, a Trastevere, in via della Lungara, da una famiglia umile che non amava ricordare, ha saputo trasformare il suo nome in un'icona, diventando per tutti il "Reuccio".

Le umili origini e l'esordio di un predestinato

Figlio di un vetturino e di una casalinga, Claudio Pica sentì presto che il suo destino non era tra le mura di casa. La musica fu la sua via di fuga e di riscatto. Scelse il nome d'arte "Villa" quasi a voler segnare una distanza da quelle radici che sentiva strette. La sua carriera decollò ufficialmente nel 1947 con l'incisione del suo primo 78 giri per l'etichetta Parlophon, contenente i brani "Serenatella dolce e amara" e "Canzoncella". Un disco che oggi è un pezzo da collezione, il primo tassello di una carriera monumentale che lo porterà a vendere 45 milioni di dischi in tutto il mondo e a registrare la cifra impressionante di circa tremila canzoni.

Il Reuccio di Sanremo: trionfi e polemiche

Il soprannome che lo accompagnerà per tutta la vita, "Il Reuccio", gli fu affibbiato nel 1956 da Corrado durante la trasmissione "Rosso e Nero". Un nomignolo che suona quasi ironico se si pensa che oltreoceano Elvis Presley era "The King", il Re. Ma Villa, a suo modo, è stato un sovrano assoluto della canzone italiana, e il suo regno prediletto era senza dubbio il Festival di Sanremo.

Con quattro vittorie, detiene il record insieme a un altro gigante, Domenico Modugno. La sua storia con il Festival è un romanzo fatto di trionfi, ossessioni e battaglie furiose. Ecco i suoi sigilli d'oro:

  • 1955: "Buongiorno tristezza"
  • 1957: "Corde della mia chitarra"
  • 1962: "Addio... addio", in coppia proprio con Domenico Modugno
  • 1967: "Non pensare a me", insieme a Iva Zanicchi

Sanremo per Villa era una vera e propria ossessione. Le sue dodici partecipazioni sono state costellate non solo di successi, ma anche di polemiche plateali. Non esitava a scagliarsi contro l'organizzazione e la stampa quando si sentiva escluso o criticato, con conferenze stampa infuocate e gesti eclatanti che sono rimasti nella memoria collettiva.

Una voce per il cinema e la televisione

Oltre alla musica, Claudio Villa ha avuto una prolifica carriera cinematografica, con la partecipazione a una trentina di film. Pellicole come "La banda del buco", "Fontana di Trevi" e "Canzone proibita" erano spesso un pretesto per far risplendere la sua voce potente e tenorile. Anche il piccolo schermo lo ha visto protagonista, con due vittorie a Canzonissima, nel 1964 con la classica "'O sole mio" e nel 1966 con la maestosa "Granada". Da non dimenticare anche il successo al Festival di Napoli nel 1963.

L'uomo dietro l'artista: amori, figli e un carattere di fuoco

Claudio Villa era un uomo dal carattere bellicoso, un tradizionalista cresciuto con gli stornelli romani e l'idolatria per i grandi tenori come Tito Schipa e Carlo Buti. Questa sua impostazione, che fu la chiave del suo enorme successo, divenne anche il suo limite quando il mondo musicale cambiò, travolto dalla cultura giovanile e dall'avvento dei cantautori. Villa rimase fedele al suo stile, difendendo a spada tratta la melodia italiana.

La sua vita privata è stata altrettanto intensa e complessa, alimentando per anni le cronache rosa. Due matrimoni, il primo con l'attrice Miranda Bonansea, da cui ebbe il figlio Mauro, e il secondo con Patrizia Baldi, molto più giovane di lui, che gli diede altre due figlie, Andrea Celeste e Aurora. A queste unioni si aggiunge la lunga relazione con la soubrette Noemi Garofalo, dalla quale sono nati Manuela e Claudio Jr., che hanno dovuto affrontare una lunga battaglia legale per ottenere il riconoscimento della paternità.

L'addio in diretta nazionale

La sua uscita di scena fu tanto teatrale quanto la sua vita. Il 7 febbraio 1987, mentre l'Italia era incollata alla televisione per la serata finale del Festival di Sanremo, Pippo Baudo interruppe la gara per dare in diretta la notizia della sua morte. Villa si era spento a 61 anni in una clinica di Padova, a seguito di complicazioni seguite a un intervento al cuore. L'Ariston gli tributò un lungo e commosso applauso, l'ultimo, ideale, per il suo Reuccio.

Conclusione: L'eredità di un'icona

A cento anni dalla sua nascita, cosa resta di Claudio Villa? Resta una voce inconfondibile, capace di emozionare e di far vibrare le corde più profonde dell'anima popolare. Resta l'immagine di un artista fiero, orgoglioso delle sue radici romane (una targa lo ricorda nella sua via natale) e allo stesso tempo capace di conquistare il pubblico internazionale. È stato il simbolo di un'Italia che forse non c'è più, quella del dopoguerra, della melodia e del bel canto. Un personaggio non facile, a tratti controverso, ma indiscutibilmente autentico. La sua musica, ancora oggi, è un pezzo prezioso della nostra storia, la colonna sonora di un'epoca che continua a vivere attraverso la sua straordinaria eredità artistica.