Amici del web, tenetevi forte perché i dati che stiamo per analizzare sono a dir poco esplosivi. Se pensavate che l'intelligenza artificiale fosse ancora una cosa da smanettoni o da film di fantascienza, è arrivato il momento di ricredervi. Il 2025 è stato l'anno della consacrazione definitiva dell'AI nelle abitudini digitali degli italiani, una vera e propria ondata che sta ridisegnando le coste del nostro mondo online. E non si tratta di un'onda lunga e lenta, ma di uno tsunami che sta impattando con forza su tutto: come ci informiamo, come scopriamo e acquistiamo prodotti, e come passiamo il nostro tempo online.
La nuova, attesissima analisi di Comscore, intitolata "2025 Year in Review: Setting the Stage for 2026", mette nero su bianco una trasformazione epocale. Parliamo di un incremento del 76% nell'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale in un solo anno, per una media di 13,7 milioni di persone che li hanno usati. Avete letto bene. Con picchi che hanno sfiorato i 16 milioni di utenti tra ottobre e dicembre, ormai il 35% di chi naviga in Italia ha familiarità con l'AI.
Chi sono gli "AI-addicted"? Giovani in prima linea
Se guardiamo più da vicino chi sono i protagonisti di questa rivoluzione, scopriamo che i giovani della fascia d'età 18-24 anni sono i veri pionieri. In questo segmento, un ragazzo su due (il 52%) utilizza regolarmente l'intelligenza artificiale, passandoci in media ben 91 minuti al mese. Un dato che supera la media nazionale, già di per sé notevole, che si attesta sui 73 minuti mensili per visitatore. Questo ci dice che l'AI non è solo uno strumento di lavoro o di studio, ma sta diventando una compagna quotidiana per l'intrattenimento, la curiosità e la scoperta.
La ricerca di informazioni cambia volto: l'effetto "AI Overview"
Una delle conseguenze più dirompenti di questa ascesa riguarda il modo in cui cerchiamo informazioni. Siamo tutti abituati a "googlare" qualsiasi cosa, ma ora l'esperienza sta cambiando radicalmente. Funzionalità come "AI Overview" di Google, che forniscono riassunti generati dall'intelligenza artificiale direttamente nella pagina dei risultati, stanno prendendo sempre più piede. Comscore ha monitorato questo fenomeno negli Stati Uniti, scoprendo che questa modalità appare in quasi una ricerca su tre, con un trend in costante crescita. Anche Bing di Microsoft si sta muovendo nella stessa direzione, seppur con una presenza più contenuta intorno al 10%.
Cosa significa questo per noi utenti? Da un lato, risposte più rapide e immediate. Dall'altro, un potenziale campanello d'allarme per il mondo dell'editoria. Se la risposta è già lì, bella e pronta, perché dovremmo cliccare sui link dei siti di notizie? Questo è il dilemma che sta scuotendo le fondamenta del giornalismo digitale.
Editoria in sofferenza: un calo che fa riflettere
I numeri, purtroppo, parlano chiaro. A dicembre 2025, le pagine viste dei primi 20 editori italiani hanno subito un calo del 14% su base annua. Questo nonostante il numero totale di utenti internet sia in crescita (+3%). È un paradosso che evidenzia come il tempo online venga speso in modo diverso, allontanandosi dai siti tradizionali. L'AI, in un certo senso, "si nutre" dei contenuti creati dagli editori per generare i suoi riassunti, ma finisce per ridurre il traffico diretto verso le fonti originali. Una situazione talmente critica che la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) ha presentato un reclamo all'Agcom contro Google, accusandola di diventare un "traffic killer".
Se una porta si chiude, si apre un portone (social)
Ma non tutto è perduto. Comscore suggerisce una via d'uscita, o quantomeno una strategia per compensare queste perdite: i social network. La distribuzione dei contenuti sulle piattaforme social non è più un'opzione, ma una necessità vitale. Gli italiani trascorrono in media 35 minuti al giorno sui social, che diventano un canale cruciale per raggiungere il pubblico. Misurare l'audience che arriva da queste piattaforme diventa fondamentale per avere una visione completa e valorizzare il proprio pubblico. I dati sulla cosiddetta "Social Incremental Reach" (la portata incrementale ottenuta grazie ai social) sono impressionanti, specialmente per settori come:
- Radio: +2164%
- Entertainment: +234%
- Sport: +142%
In questo scenario, piattaforme come Reddit stanno vivendo una seconda giovinezza, con una crescita di visitatori del +292% in quattro anni, diventando un terreno fertile per la diffusione di contenuti.
Shopping 2.0: l'AI come personal shopper
La rivoluzione dell'intelligenza artificiale non si ferma all'informazione, ma entra a gamba tesa anche nel mondo dell'e-commerce. Sempre più persone utilizzano agenti AI come ChatGPT per scoprire prodotti, confrontare prezzi e ricevere consigli d'acquisto. Il risultato? I visitatori che da ChatGPT arrivano ai principali siti di vendita online sono aumentati di quasi nove volte in un anno, con un incredibile +799%. L'AI sta diventando il nuovo punto di partenza del nostro viaggio d'acquisto, un consulente virtuale sempre a nostra disposizione.
Conclusione: abbracciare il cambiamento con consapevolezza
Ci troviamo di fronte a un cambiamento radicale, uno di quelli che capitano poche volte in una generazione. L'ascesa dell'intelligenza artificiale è inarrestabile e sta portando con sé opportunità incredibili ma anche sfide complesse. Per noi utenti, significa avere accesso a strumenti sempre più potenti e personalizzati. Per le aziende, in particolare per chi produce contenuti, è un momento di profonda riflessione e di necessaria innovazione. Ignorare questa trasformazione non è un'opzione. La sfida sarà quella di cavalcare l'onda, sfruttando le nuove piattaforme di distribuzione come i social e ripensando il modo in cui si crea valore per il proprio pubblico. Il vecchio mondo del click facile sta forse tramontando, ma si sta aprendo un'era in cui la qualità dei contenuti e la capacità di creare una community forte saranno più importanti che mai. Il futuro è già qui, e sta a noi decidere se esserne spettatori passivi o protagonisti attivi.
