Amazon Kindle: Arriva "Chiedi a questo libro", l'IA che ti risponde ma fa infuriare gli autori

Amazon ha lanciato una nuova, discussa funzionalità per Kindle basata sull'intelligenza artificiale: si chiama "Chiedi a questo libro" e permette ai lettori di fare domande sulla trama e sui personaggi senza ricevere spoiler. Una vera comodità per molti, ma una spina nel fianco per autori ed editori, che non possono negare il consenso all'analisi delle loro opere e temono per il proprio copyright.
La notizia

Immagina di essere nel pieno di un romanzo avvincente, magari un thriller con decine di personaggi e una trama intricatissima. A un certo punto, ti viene un dubbio: "Ma chi era esattamente questo personaggio apparso 50 pagine fa?". Fino a ieri, avresti dovuto sfogliare il libro all'indietro, rischiando di incappare in anticipazioni indesiderate. Oggi, se leggi su Kindle negli Stati Uniti, puoi semplicemente... chiederlo al libro stesso. Benvenuto nell'era di "Ask this Book" (Chiedi a questo libro), la nuova e controversa funzionalità basata sull'intelligenza artificiale lanciata da Amazon.

Come funziona il nuovo "Assistente alla Lettura" di Amazon?

Presentata da Amazon come un "assistente esperto alla lettura", questa funzione è stata integrata nell'app Kindle per dispositivi iOS negli Stati Uniti e promette di rivoluzionare il modo in cui interagiamo con i testi. Il funzionamento è semplice e intuitivo: mentre leggi, puoi evidenziare una porzione di testo, il nome di un personaggio o un passaggio che non ti è chiaro. A quel punto, si apre un'interfaccia dove puoi digitare la tua domanda o scegliere tra alcuni quesiti suggeriti dall'IA.

La vera magia, secondo Amazon, sta nel fatto che le risposte sono contestualizzate e, soprattutto, prive di spoiler. L'intelligenza artificiale analizza il contenuto del libro, ma fornisce informazioni basandosi esclusivamente sul punto della storia a cui sei arrivato. Quindi, se chiedi chi è l'assassino a metà del giallo, il sistema non ti rovinerà la sorpresa. Una bella comodità per non perdere mai il filo, specialmente con saghe lunghe o letture abbandonate e poi riprese.

Attualmente, "Ask this Book" è disponibile per migliaia di titoli in lingua inglese e solo per gli utenti statunitensi con l'app Kindle su iOS. Amazon ha già annunciato che la funzione arriverà anche su Android e sui lettori e-reader Kindle nel corso del prossimo anno.

La spina nel fianco: perché autori ed editori sono sul piede di guerra?

Se da un lato la funzione sembra una manna dal cielo per i lettori, dall'altro ha scatenato un vero e proprio putiferio nel settore editoriale. Il motivo? È una funzione automatica e non disattivabile. In altre parole, autori ed editori non hanno alcuna possibilità di scegliere se rendere o meno le loro opere "interrogabili" da questa intelligenza artificiale. Le loro creazioni vengono di fatto "date in pasto" all'algoritmo di Amazon senza che sia richiesto alcun consenso.

Questa imposizione ha sollevato enormi perplessità e timori legati alla violazione del copyright. Molti autori si sentono espropriati del controllo sulla propria opera, vedendo il loro duro lavoro utilizzato per addestrare un'IA senza permesso né compenso. "Non abbiamo chiesto noi questa cosa", è il sentimento che serpeggia tra gli scrittori sui social media, dove la notizia ha generato un'ondata di reazioni negative.

Le preoccupazioni sono molteplici:

  • Utilizzo non autorizzato: L'accesso indiscriminato ai testi per alimentare un servizio, seppur rivolto al lettore, viene visto come uno sfruttamento dell'opera che va oltre il semplice contratto di vendita o distribuzione.
  • Addestramento dell'IA: Il timore più grande è che i contenuti dei libri vengano usati non solo per rispondere alle domande, ma anche per addestrare i modelli linguistici di Amazon per scopi futuri, un punto estremamente sensibile nel dibattito attuale sull'IA.
  • Mancanza di trasparenza: Amazon non ha fornito dettagli tecnici su come funziona il servizio, né su quali tutele siano state implementate per proteggere l'integrità del testo o per prevenire le cosiddette "allucinazioni" dell'IA (risposte errate o inventate).

Un contesto legale sempre più teso

La mossa di Amazon si inserisce in un panorama già rovente, dove le battaglie legali tra creatori di contenuti e colossi tecnologici sono all'ordine del giorno. Diverse testate giornalistiche di fama mondiale, come il New York Times, hanno già intrapreso azioni legali contro aziende di IA per l'utilizzo non autorizzato dei loro articoli nell'addestramento degli algoritmi. La Authors Guild, la più grande associazione di scrittori americana, sta da tempo portando avanti una campagna per una maggiore regolamentazione e per ottenere compensi equi per gli autori i cui lavori vengono utilizzati dai sistemi di intelligenza artificiale.

La politica di Amazon su questo fronte appare ambigua. Da un lato, l'azienda ha recentemente introdotto l'obbligo per gli autori che pubblicano tramite Kindle Direct Publishing di dichiarare se i loro contenuti sono stati generati dall'IA. Dall'altro, con "Ask this Book", sembra applicare la stessa tecnologia in modo unilaterale sulle opere altrui. Un portavoce di Amazon, interpellato sulla questione, ha confermato che la funzione è "sempre attiva" per "garantire un'esperienza di lettura coerente" e che non esiste un'opzione di opt-out.

Non solo "Ask this Book": l'ecosistema IA di Kindle si espande

"Ask this Book" non è un'iniziativa isolata. Si inserisce in una strategia più ampia di Amazon volta a integrare l'intelligenza artificiale nel suo ecosistema di lettura. Già in precedenza erano state lanciate altre funzioni simili, come:

  1. Recaps: Una funzione che fornisce brevi riassunti delle trame e dei personaggi delle saghe letterarie per aiutare i lettori a rinfrescarsi la memoria quando iniziano un nuovo volume della serie.
  2. Kindle Translate: Un servizio di traduzione potenziato dall'IA, ancora in versione beta.
  3. Story So Far: Un'altra funzione in arrivo che genererà un riassunto di tutto ciò che è accaduto in un libro fino al punto in cui si è interrotta la lettura, pensata per chi riprende un libro dopo molto tempo.

Conclusione: un'innovazione utile o un pericoloso precedente?

Dal mio punto di vista, "Ask this Book" rappresenta perfettamente il dilemma dell'intelligenza artificiale moderna. Da un lato, offre una soluzione pratica e intelligente a un problema comune per molti lettori, migliorando potenzialmente l'esperienza e l'immersione nella storia. È innegabile che la possibilità di chiarire un dubbio al volo senza paura di spoiler sia allettante.

Dall'altro lato, però, il modo in cui Amazon ha imposto questa tecnologia solleva questioni etiche e legali enormi. La totale assenza di consenso da parte di chi quelle storie le ha create è un segnale preoccupante, che sbilancia ulteriormente il rapporto di forza tra la piattaforma di distribuzione più grande al mondo e i singoli creatori. Si tratta di un precedente pericoloso che, se non regolamentato, potrebbe aprire la porta a utilizzi ancora più invasivi dei contenuti protetti da copyright. La tecnologia corre veloce, ma i diritti d'autore e il rispetto per il lavoro creativo non possono e non devono essere lasciati indietro.