Una luce si è spenta nel mondo del cinema e nel cuore di chi ama gli animali. Brigitte Bardot, l'indimenticabile "B.B.", ci ha lasciati all'età di 91 anni il 28 dicembre 2025, nella sua amata residenza "La Madrague" a Saint-Tropez. A dare il triste annuncio è stata la sua Fondazione, l'opera a cui ha dedicato la seconda, e forse più importante, parte della sua vita. Se ne va un'icona assoluta, una donna che ha incarnato la libertà e la ribellione, ma soprattutto una pioniera che ha scelto di usare la sua immensa fama non per sé stessa, ma per difendere le creature più vulnerabili del pianeta.
Nata a Parigi il 28 settembre 1934 in una famiglia borghese, Brigitte Bardot sembrava destinata a una vita di successi nel mondo dello spettacolo. Dopo gli studi di danza classica, il suo debutto nel cinema nel 1952 la lancia quasi subito nello star system. È con il film "Et Dieu… créa la femme" (in Italia "Piace a troppi") del 1956, diretto dal suo primo marito Roger Vadim, che la sua immagine esplode a livello mondiale. B.B. diventa un simbolo di sensualità, un'icona di stile che influenza generazioni, una figura che rompe gli schemi e ridefinisce la femminilità. Ma dietro i riflettori, cresceva in lei un'inquietudine e un amore profondo che l'avrebbero portata a una scelta radicale e incompresa da molti.
La Svolta: Dall'Addio al Cinema alla Nascita di un'Attivista
Nel 1973, all'apice della sua carriera e a soli 39 anni, Brigitte Bardot fa qualcosa di impensabile: annuncia il suo ritiro dalle scene. L'ultimo ciak è sul set del film "Colinot l'alzasottane". La leggenda narra che la scintilla definitiva scoccò proprio durante quelle riprese, quando salvò una capretta destinata a essere cucinata per una festa. Quell'episodio, apparentemente piccolo, fu la metafora di una vita intera: non poteva più restare a guardare la sofferenza. "Ho dato la mia giovinezza e la mia bellezza agli uomini, ora do la mia saggezza e la mia esperienza agli animali", dirà in seguito, una frase che riassume perfettamente la sua trasformazione.
Da quel momento, la sua villa a Saint-Tropez, La Madrague, si trasforma in un rifugio per animali di ogni tipo e nel quartier generale della sua nuova missione. Nel 1986, questo impegno prende una forma ufficiale con la creazione della Fondation Brigitte Bardot, un'organizzazione per la protezione degli animali che diventerà una delle più influenti al mondo. Per finanziarla, non esita a mettere all'asta i suoi gioielli e i suoi beni più preziosi, dimostrando che la sua non era una posa, ma una vera e propria vocazione.
Le Battaglie di una Vita: Dalle Foche al Foie Gras
L'attivismo di Brigitte Bardot non è mai stato timido o di facciata. Ha sempre messo il suo volto e la sua voce in prima linea, spesso scontrandosi con poteri forti e interessi economici. Le sue battaglie sono state numerose e hanno lasciato un segno profondo:
- La lotta contro la caccia ai cuccioli di foca: Nel 1977, le immagini di B.B. sui ghiacci del Canada, accanto a un cucciolo di foca indifeso, fecero il giro del mondo. La sua campagna mediatica, condotta anche in collaborazione con l'ecologista Franz Weber e l'organizzazione Sea Shepherd, fu fondamentale per sensibilizzare l'opinione pubblica globale su questa pratica crudele e portò a importanti restrizioni.
- La denuncia delle condizioni nei macelli: Già nel 1962, in un'epoca in cui nessuno osava parlare di certi argomenti, denunciò in televisione i metodi brutali utilizzati nei macelli, chiedendo pratiche più umane.
- La campagna contro il foie gras: Per anni, insieme a organizzazioni come PETA, si è battuta contro la produzione di foie gras, una pratica che implica l'alimentazione forzata di oche e anatre. Una delle sue campagne più note fu quella del 2013 per convincere i grandi magazzini di lusso Fortnum & Mason a smettere di venderlo.
- Contro i macelli di cavalli e i sacrifici rituali: La sua fondazione ha sempre lottato per la chiusura dei macelli di cavalli e per l'abolizione dei sacrifici animali senza stordimento preventivo, considerandoli pratiche barbare e inaccettabili.
Un Legame Speciale con PETA
Il suo impegno ha trovato un'eco potente nella collaborazione con PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). Ingrid Newkirk, fondatrice dell'organizzazione, ha ricordato Brigitte Bardot con parole commosse: "Dai piccioni salvati a Saint-Tropez ai suoi amati cani, alla PETA mancherà Brigitte, un angelo per gli animali che si è battuta e ha affrontato i tribunali per proteggerli tutti". Newkirk ha sottolineato come B.B. fosse una vegetariana convinta e una voce forte per tutte le specie, ricordando che "disse che solo proteggendo gli animali è sbocciata davvero". Nel 2001, PETA le aveva conferito un premio umanitario per il suo instancabile lavoro.
Un'Eredità Immortale
Brigitte Bardot è stata una figura complessa, a tratti controversa per le sue posizioni politiche, ma la sua dedizione alla causa animale è indiscutibile e pura. Ha dimostrato al mondo che è possibile reinventarsi, che la fama può essere uno strumento per fare del bene e che la vera bellezza risiede nella compassione. Ha rinunciato a una vita di agi e adorazione per sporcarsi le mani, per combattere battaglie impopolari e per essere la voce di chi non può parlare.
La sua fondazione, oggi un'organizzazione internazionale con centinaia di collaboratori e migliaia di donatori, continuerà il suo lavoro. I semi che ha piantato, come ha auspicato Ingrid Newkirk, continueranno a fiorire. L'invito, per tutti noi che l'abbiamo ammirata, è di onorare la sua memoria con un piccolo gesto di gentilezza verso un animale. Sarebbe il tributo più bello per una donna che ha dato tutto per loro.
Conclusione: Oltre l'Icona, la Donna
Personalmente, credo che la vera grandezza di Brigitte Bardot non risieda tanto nei film che l'hanno resa immortale, quanto nella scelta coraggiosa di voltare le spalle a quel mondo dorato. In un'epoca in cui la fama è l'obiettivo finale per molti, lei l'ha trattata come un punto di partenza. Ha trasformato la sua immagine da oggetto del desiderio a simbolo di lotta, dimostrando una forza e una coerenza che vanno oltre il personaggio. Ci ha insegnato che la sensibilità non è debolezza, ma un motore potentissimo per il cambiamento. Il mondo ha perso una grande attrice, ma gli animali hanno perso una delle loro più fiere e leali protettrici. E questa, forse, è la sua eredità più preziosa.
